Moretti mette a dieta Finmeccanica e punta al 100% di Atr

Farnborough«Mi è stato detto (da Matteo Renzi, ndr) che c'è la più grande industria italiana da riposizionare e rivitalizzare. Ho accettato perché le cose che in coscienza non riesco a fare non le accetto».
Comincia così il Mauro Moretti day al Farnborough Air Show, dove la galassia Finmeccanica (AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex Es, Drs Technologier, Telespazio e Thales Alenia Space) può già brindare al primo contratto del salone aerospaziale: 75 Atr 42-600s venduti alla compagnia danese Nordic Aviation Capital per un controvalore di 1,55 miliardi di dollari.
«Aerospazio e Difesa – ha aggiunto Moretti – sono le punte di diamante dell'innovazione. Alzare questa asticella è una sfida che mi affascina. Ma ci sono troppe cose da fare. Oggi la competizione è fortissima e non abbiamo risorse da investire in tutti i settori. Quindi, quelle che abbiamo, dobbiamo concentrarle su poche cose ad alto valore tecnologico e alta redditività». Per rilevare, ad esempio, il 50% di Atr detenuto da Airbus.
Lascia intendere, il nuovo ad di Finmeccanica (+0,6% in Borsa), che la prima cosa da fare è una robusta cura dimagrante: «Capire qual è la parte core business e quale non lo è. Il processo di divisionalizzazione già avviato permetterà risparmi per almeno il 20%. Abbiamo già costituito una task force che sta guidando questa operazione. Entro il mese di luglio rivedremo tutta la parte delle strutture centrali». Le decisioni sul futuro di Ansaldo Breda arriveranno a ottobre: «la 'data room' è aperta da un mese fino alla fine di luglio - ha detto Moretti - e chiederemo di fare offerte vincolanti per ragionare su cose concrete. A settembre valuteremo le proposte e decideremo».
Intanto Moretti accelera sulla dismissione di Fata, la società controllata che opera nell'ambito della progettazione e realizzazione di impianti: «Fata - continua il top manager - non c'entra nulla nel nostro business. Non so neppure che cosa ci azzeccava prima. Tra le cose possibili da fare un'offerta ad Airbus per rilevare l'altro 50% di Atr».
La rivoluzione è appena cominciata. E non sarà indolore. Circola già un aneddoto sulle auto blu in uso ai vertici delle controllate: «Lei - avrebbe detto Moretti a uno degli ad - con questo fatturato non può viaggiare su una supercar. Sarebbe più consono un triciclo…».
Sbrigativo, ma efficace sul programma F35, il cacciabombardiere di nuova generazione, il grande assente del Salone dove era stato annunciato: «Dobbiamo fare i modo che la nostra industria non faccia solo parti di strutture, ma anche parti più pregiate. Insomma - conclude Moretti - non faremo carpenteria. Vedremo. Siamo in un momento positivo perché la Borsa ci sta dando fiducia. E si riavvicinano clienti e investitori».
Con il primo contratto del Salone, Atr (costruttore di velivoli regionali turboelica, joint venture paritetica tra Finmeccanica-Alenia Aermacchi e Airbus) segna un nuovo record di vendite nei primi sei mesi dell'anno: 144 velivoli con opzioni per ulteriori 112. Complessivamente, in soldoni, si tratta di 3,35 miliardi (+ 50% sul totale 2013). A oggi, infine, il portafoglio ordini Atr è di 320 aeromobili per un valore di 7,9 miliardi di dollari.