Scarpe italiane a Mosca per rilanciare l'export

Fino al 6 ottobre 125 aziende presentano le collezioni made in Italy a Obuv’ MirKoži, la più importante fiera di settore della Russia e dell'area Csi. Nel 2015 esportazioni superiori a 335 milioni di euro ma i livelli delle vendite sono inferiori al periodo dell'introduzione delle ritorsioni commercali Ue

Sono 125 le aziende italiane che presentano le collezioni di scarpe made in Italy di fascia alta e medio alta a Obuv’ MirKoži, la mostra internazionale della calzatura e degli articoli di pelletteria organizzata da Assocalzaturifici e Bologna Fiere, in che si tiene fino al 6 ottobre all’Expocentr di Mosca ed è la manifestazione di settore più grande per la Russia e paesi dell'area Csi.

Fiera importante perché si tiene nella seconda parte della stagione delle vendite e si rivoge in particolare ai retailer di medie e piccole dimensioni che sono gli interlocutori principali di un mercato fondamentale per i distretti calzaturieri italiani. Mercato che, nonostante le difficoltà nel 2015 ha registrato un export di calzature superiore a 335 milioni di euro, con un prezzo medio al paio di 73 euro. Per questo prosegue la collaborazione con Ice Mosca declinata tra l'altro in un programma di accoglienza per 45 buyer selezionati provenienti da tutta la Federazione russa con l’allestimento di una lounge aperta a buyer e aziende italiane.

"Obuv’ Mirkožisi conferma l’occasione di business adatta a intercettare gli operatori di un mercato che sta ancora soffrendo ma che continua ad avere una forte percezione della qualità dei prodotti italiani e dell’eccellenza del made in Italy - dice Arturo Venanzi, consigliere delegato di Assocalzaturifici alle attività promozionali in Russia -. Abbiamo infatti ha avviato un nuovo piano di sviluppo con un nuovo concept degli allestimenti, un nuovo layout e spazi studiati per facilitare l’interazione con i buyer. Il tutto verrà lanciato per l’edizione di marzo 2017”.

“Nel primo semestre dell’anno abbiamo registratoun rallentamento della caduta nell’area Csi proprio grazie al modesto rimbalzo della domanda in Russia (+9,4% in volume) e all’Ucraina (+45% in volume), a fronte però di un calo dei prezzi medi di oltre il 13%, che penalizzano i prodotti di fascia alta. Malgrado questi timidi recuperi, – afferma Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici- i livelli attuali delle vendite in Russia restano nettamente inferiori rispetto al periodo precedente l’introduzione delle ritorsioni commerciali dell’Europa nei confronti di Mosca. Per questo rinnoviamo il nostro invito al Governo italiano a incidere con maggior forza e convinzione a livello europeo per eliminare questa assurda e autolesionistica politica commerciale”.

Nonostante queste difficoltà, Assocalzaturifici continuerà a investire sui mercati della Csi in progetti concreti per le tante imprese che da tempo vi lavorano. “È importante - continua Annarita Pilotti - che il ministero dello Sviluppo Economico ci affianchi in questo sforzo significativo, finanziando in modo strategico i progetti che mettono al centro le esigenze delle nostre imprese e coordinando con una regia più incisiva le diverse iniziative promozionali territoriali che rischiano di disperdere forze e risorse. In un momento drammaticamente difficile per le nostre aziende è importante credere e investire nel sistema Paese dando vita a programmi che abbiano un coordinamento forte a livello nazionale”.

Dopo Obuv’ Mirkoži il programma nell’area Csi di Assocalzaturifici proseguirà con altre due rassegne promosse e organizzate in collaborazione con Ice: Shoes from ItalyKiev, dal 12 al 13 ottobre in Ucraina e Shoes from ItalyAlmaty, dal 19 al 21 di ottobre nella capitale economica del Kazakistan. Il calendario internazionale chiuderà con il workshop Singapore meets Made in Italy, il 25 e 26 ottobre.

Commenti

swiller

Mar, 04/10/2016 - 03:10

E tempo che i criminali che ci governano levino le sanzioni io ho perso il lavoro per questo e posso definirli criminali.

Algenor

Mar, 04/10/2016 - 11:35

@swiller, chi governa i paesi europei é servo dei criminali d'oltreoceano che hanno sponsorizzato il golpe in Ucraina e hanno messo sanzioni alla Russia per aver reagito (in modo morbido) a tutela della propria sicurezza nazionale (basi navali in Crimea e NATO ai suoi confini). L'Europa ha perso la Seconda Guerra Mondiale contro il Nordamerica e ne é tuttora serva.