Da Mps all'Acri, la scossa in rosa firmata MansiSarà la prima donna a guidare una grande Fondazione e prenota un posto da Guzzetti

Antonella Mansi, carattere spigliato e una vita divisa tra l'azienda di famiglia Nuova Solmine che produce acido solforico e la Confindustria di Giorgio Squinzi, è il presidente in pectore della Fondazione Monte Paschi. Il Palio insegna che a Siena nulla è scontato, ma se domani, come tutto lascia pensare, le «contrade» di Palazzo Sansedoni firmeranno la pace dopo tre tentativi andati a vuoto e il ritiro di Francesco Maria Pizzetti, la bella Antonella sarà la prima donna a sedere al vertice di un'Ente di grandi dimensioni.
Ad oggi sono, infatti, solo tre le «signore» alla presidenza di una Fondazione: Ancilla Tombolini della Cr Loreto, Milena Cariani della Cr Cento e Donatella Vigna della Bra. In sostanza con la giovane manager senese, la svolta in rosa passerà dal credito di provincia a Mps, la terza banca del Paese. Per poi allargarsi tra le grisaglie, un po'âgée, dell'Acri di Giuseppe Guzzetti: anche in questo caso un elemento di rottura visto che la candidata presidente a Siena ha 39 anni. Non si vede infatti ragione perché Antonella Mansi non dovrebbe avere la seggiola che è stata di Gabriello Mancini sia nel consiglio dell'associazione, sia nel comitato di presidenza: lo Statuto prevede che il socio (Palazzo Sansedoni) avanzi la proposta di successione e che il consiglio deliberi. La prima riunione utile è quella del 25 settembre. All'Acri incrocerà sia Vigna, che siede nel consiglio, sia Cariani e Tombolini che fanno parte del comitato interno riservato agli enti minori.
Antonella Mansi, che è anche presidente di Banca Federico Del Vecchio (Pop Etruria) dovrà raddrizzare - insieme al direttore generale o «provveditore», come usano dire a Siena, Claudio Pieri - i conti di Palazzo Sansedoni che è piombato al diciottesimo posto per dimensione patrimoniale nelle classifiche dell'Acri. È quello che resta del «folle volo» con cui Mancini e il sistema Siena, imperniato sul Pd cittadino, hanno voluto seguire l'acquisto di Antonveneta da parte del vecchio Monte di Giuseppe Mussari, senza rinunciare alla maggioranza assoluta. Con il risultato che ora, non appena l'ad Fabrizio Viola farà scattare il necessario aumento di capitale da almeno 1 miliardo, la Fondazione faticherà a difendere il 10% di Rocca Salimbeni. Vedremo se la tempra e la vicinanza al territorio della manager toscana, uniti all'accento con cui sottolinea i suoi pensieri, aiuterà Siena e il presidente Alessandro Profumo nella ricerca di nuovi soci stabili per Mps. E che cosa sarà della sua poltrona di vicepresidente in Via Dell'Astronomia.