Mps resta appeso a Consob Oggi il verdetto sui bond

Il cda si aggiorna: è l'ultima chance per evitare l'aiuto di Stato. Cariverona «fredda» sull'aumento Unicredit

Camilla Conti

Mentre i vertici del Monte dei Paschi corrono la maratona finale per salvare la banca sul mercato evitando l'intervento statale, i soci storici di Unicredit cominciano a digerire la maxi pulizia di bilancio presentata martedì a Londra dall'ad Jean Pierre Mustier, e accolta con entusiasmo dalla Borsa, che li mette a dieta di dividendi nel 2016.

La telenovela del Monte è arrivata a un punto di svolta: ieri pomeriggio a Rocca Salimbeni si è riunito il cda sulla riapertura dell'offerta al retail che ha 2 miliardi di titoli subordinati da trasformare in azioni. In attesa della risposta della Consob, che deve dare il via libera all'operazione nel rispetto dei paletti imposti dalla normativa Mifid, il consiglio in serata ha deciso di sospendere i lavori e aggiornarli a stamattina. Se arriverà il disco verde della Commissione, l'ad Marco Morelli potrebbe riaprire l'offerta già oggi per portarla avanti fino al termine della prossima settimana e, sempre la settimana prossima, dovrebbe iniziare il collocamento privato di nuove azioni per almeno un miliardo, secondo l'obiettivo di Siena che spera ancora di far tornare in partita investitori di grossa taglia. Il tempo stringe e il destino dell'aumento di capitale da 5 miliardi di Morelli che va completato entro il 31 dicembre (dopo l'allarme lanciato dalla Bce sui «rischi di sopravvivenza» della banca) è appeso al verdetto della squadra di Giuseppe Vegas. Se sarà negativo, l'unica alternativa sarà il paracadute pubblico. E il Consiglio dei Ministri che si riunisce domani potrebbe già dare alla luce il decreto sulle banche.

Oggi è una data importante per Mps anche sotto il profilo giudiziario: prenderà infatti il via a Milano il processo sull'operazione Antonveneta. Gli imputati sono 16, tra cui gli ex vertici della banca Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, accusati a vario titolo per falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza in merito a una serie di operazioni ritenute irregolari con cui sarebbero state occultate le perdite dopo l'acquisto dell'istituto padovano. Domani, invece, inizierà a Firenze la prima udienza del processo di appello nei confronti di Vigni, Mussari e l'ex capo della Finanza, Gianluca Baldassarri, condannati in primo grado dal tribunale di Siena per concorso in ostacolo agli organi di vigilanza a tre anni e sei mesi di carcere e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per un filone dell'indagine sulla ristrutturazione del derivato Alexandria. Nel frattempo, in Borsa il titolo Mps ieri ha lasciato sul terreno il 2% a 20,06 euro. Sempre in Piazza Affari le azioni di Unicredit hanno ripiegato dopo il rally di martedì e hanno chiuso in calo del 6,5% a 2,63 euro. L'istituto guidato da Mustier ha collocato un'emissione di strumenti Additional Tier 1 per un totale di 500 milioni di euro tramite un collocamento privato. Lo ha reso noto la banca, spiegando «di aver deciso di procedere con l'operazione dopo la risposta positiva del mercato al piano strategico 2016-2019». Piano che intanto raccoglie le prime reazioni dai soci storici delle Fondazioni che dall'8-9% rischiano di diluirsi a meno di metà, quando a febbraio il gruppo varerà l'aumento di capitale da 13 miliardi. «Da un punto di vista tecnico, della banca, il nuovo piano è perfetto», ha commentato ieri Alessandro Mazzucco, presidente della Fondazione Cariverona che possiede il 2,7% del capitale. «Per quanto riguarda gli azionisti lo vedremo», ha aggiunto Mazzucco definendo comunque l'aumento «oneroso».