Mps si prepara alle nozze senza l'internet di Widiba

L'ipotesi è allo studio dell'azionista Tesoro, che per scendere dal Monte deve trovare un partner

Il prossimo 20 settembre il timoniere del Monte dei Paschi, Marco Morelli, salirà sul palco del Teatro della Pergola di Firenze per la convention dei consulenti finanziari della controllata Widiba. Al suo fianco ci saranno anche l'ad della banca online del gruppo senese, Andrea Cardamone e il responsabile della rete, Nicola Viscanti.

«Widiba avrà un ruolo fondamentale nell'ambito del rilancio del gruppo Mps, come previsto anche dal piano di ristrutturazione», aveva detto lo stesso Morelli nel luglio 2017 per poi procedere a maggio di quest'anno con un ricambio della linea manageriale e il varo di una nuova struttura organizzativa che ha portato l'istituto guidato da Cardamone a suo diretto riporto. Eppure, alla vigilia dell'evento fiorentino della prossima settimana, sono ripartite con insistenza le voci su una possibile cessione di Widiba: il Monte deve accelerare verso un'aggregazione che consenta al ministero del Tesoro (al 68% dopo la ricapitalizzazione precauzionale che ha salato Rocca Salimbeni) di uscire dal capitale anche prima del 2021, tempo massimo concordato con Bce e Commissione Ue. Possibilmente senza farsi troppo male e dunque monetizzando la cessione delle quote.

Meglio, dunque, presentarsi all'altare più snelli, sarebbe uno dei ragionamenti fatti dalla squadra di tecnici del ministero che sono pronti a concentrarsi sul dossier senese dopo aver licenziato la nuova Manovra. E approfittare del ritorno all'utile della controllata nel semestre visto che la banca rete del gruppo Mps ha archiviato il primo giro di boa del 2018 con un risultato operativo di 1,1 milioni, rispetto al rosso per 9 milioni registrato nella prima metà dello scorso esercizio, raggiungendo 240 mila clienti e 8 miliardi di masse gestite.

Fonti vicine al Montepaschi fanno notare che una vendita di Widiba «non è assolutamente prevista anche alla luce degli accordi presi con la Dg Competition della Commissione Ue». Ciò non esclude che l'ipotesi possa essere tra le opzioni al vaglio dell'azionista (che dovrebbe comunque avere il via libera del cda di Rocca Salimbeni) anche alla luce delle esigenze degli eventuali pretendenti sul mercato se il promesso sposo avrà già una banca online che funziona, portarne in dote un'altra non avrebbe senso. Di certo, Widiba ha aumentato i suoi clienti con il contributo della migrazione di circa 44.900 clienti dalla rete di filiali Mps (dati a fine 2017).Il 22 dicembre 2017 il Monte ha staccato un assegno di 70 milioni per sottoscrivere l'aumento di capitale della banca online. Di questi soldi, una parte sarebbe servita per pagare i bonus triennali agli oltre 600 promotori finanziari della banca digitale (bonus legittimi, sia chiaro, perchè pattuiti nel 2014 all'atto del conferimento della rete Mps a Widiba). Ma in caso di cessione quanto potrebbe incassare la capogruppo? Nel bilancio 2017 del Monte, la banca digitale viene valutata 331 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco più di 50 milioni.

Commenti

flip

Mar, 11/09/2018 - 10:26

eventuali correntisti. Lasciate perdere il MPS. Una volta era una SIGNORA BANCA, ma dagli anni '80 è diventata una fogna e la fine che ha fatto lo dimnostra ampiamente.(le altre banche non sono da meno). Comunque, sempre e caso mai, occhi ed orecchie sempre aperti. (non solo con il MPS).