Multinazionali, Eni prima italiana ma Exor (Agnelli) si avvicinaRapporto Mediobanca

Eni è ancora la più grande azienda italiana, ma la Exor di John Elkann potrebbe presto superarla. È quanto emerge dall'indagine 2012 sulle multinazionali, messa a punto dal Centro studi di Mediobanca, R&S. A livello nazionale, infatti, il Cane a sei zampe resta prima però Exor, la holding della famiglia Agnelli che detiene Fiat e Fiat Industrial, si avvicina alla vetta grazie al consolidamento di Chrysler e superando peraltro Enel al secondo posto. Eni ha fatturato 109,6 miliardi, mentre Exor è a 84,4 e con consolidamento di Detroit arriverà a 100 miliardi. Dal rapporto stilato da Mediobanca si evince che il fatturato delle multinazionali cresce nel 2011, soprattutto per quelle che hanno sede nei Paesi emergenti, che registrano però una redditività inferiore, mentre la struttura finanziaria risulta indebolita a livello globale. Se si prende come riferimento il 2007, l'anno prima della crisi, emerge come i ricavi delle multinazionali manifatturiere abbiano recuperato in modo ampio rispetto a quelle delle economie emergenti, ma se si guardano i margini industriali, mattatori sono le grandi corporation del Nord America. Sul fronte del fatturato totale, Toyota si conferma ancora prima nel mondo con 287 miliardi, mentre la prima italiana è sempre Eni che migliora dal 13° al 12° posto, superando General electric. Per l'Italia segue Exor che è 20ª (era 29ª) a 100 miliardi, dietro a Samsung (101,6 miliardi) e vicina a Nissan (103,1 miliardi). Quanto al quadro generale, non è dei migliori. Le multinazionali italiane, per Mediobanca, sono poche, piccole, tecnologicamente deboli e, dunque, perdenti confrontate con quelle di Germania e Francia.