Natuzzi premia chi assume i suoi dipendenti in «cassa»

Il gruppo barese offre alle aziende 12mila euro e 5mila ai lavoratori che cambiano «casacca»

Rodolfo PariettiSul punto di tagliare il traguardo dei 76 anni, Pasquale Natuzzi non ha certo perso il gusto per l'originalità. Soprattutto se in ballo c'è il futuro di quell'azienda di divani fondata nel 1959 e dei suoi dipendenti. E allora, ecco l'idea innovativa per togliere 340 lavoratori dall'incertezza della cassa integrazione: incentivi per chi li assume, sotto forma di un assegno da 12.000 euro, oltre ai 5mila previsti per i collaboratori che accetteranno di cambiare casacca. Si chiama «Assist», il progetto. Tutto italiano e senza modelli di riferimento, è stato presentato ieri presso la sede della Confindustria di Bari a una platea di una quarantina di imprenditori, non solo pugliesi, come prima tappa di una sorta di road show che toccherà Matera il prossimo 21 marzo per poi allungarsi a tutto il Meridione.L'iniziativa ha come punto di innesco uno slogan che è la sintesi efficace di un obiettivo: «La cassa integrazione scade. Un lavoratore no», si legge sui giornali scelti per pubblicizzare il progetto. La deadline è il 15 ottobre, quando verranno a scadenza gli ammortizzatori sociali, e bisogna dunque fare abbastanza in fretta. Anche perchè i lavoratori vanno riqualificati attraverso un primo processo di formazione a 360 gradi, al quale far seguire un secondo passaggio che prevede un addestramento mirato sulla base del settore in cui saranno ricollocati. Natuzzi fa leva sull'appeal economico di «Assist», che a detta dell'azienda pugliese offre un incentivo superiore a quello del Jobs Act (2.800 euro), e si aggiunge a quelli per l'assunzione di lavoratori in cassa integrazione (8.500 euro). Calcolando un costo medio per addetto attorno ai 28mila euro l'anno, l'azienda disposta ad assumere un cassintegrato Natuzzi dovrebbe risparmiare circa il 45% nei tre anni durante i quali è previsto il versamento degli incentivi. Il «pacchetto» comprende inoltre la possibilità offerta alle imprese di utilizzare gli stabilimenti dismessi di Altamura e Ginosa. «Grazie ad Assist - conferma Antonio Cavallera, direttore delle risorse umane di Natuzzi - l'assunzione di un lavoratore Natuzzi si rivela non solo un investimento responsabile, ma anche vantaggioso. Il nostro progetto è una risposta nuova alla crisi: è un assist per le aziende, per i lavoratori e per il rilancio del territorio. L'obiettivo è quello di creare una collaborazione virtuosa tra le aziende per salvaguardare il patrimonio di conoscenze e competenze dei lavoratori, creando nuovo lavoro». Già un mese fa l'azienda aveva ricevuto due manifestazioni d'interesse per l'assunzione di una parte degli esuberi, secondo le modalità previste dall'Accordo di programma sottoscritto con Stato e Regione Puglia. La prima ad aver espresso la propria disponibilità è stata ReJoint, azienda che si insedierà in Basilicata, operativa nel settore biomedicale; l'altra è la Cae, che ha scelto la Puglia come territorio, operativa nel settore del monitoraggio e controllo del territorio.Le iniziative messe in campo rientrano fra le misure adottate dal gruppo barese per uscire dalla crisi, provocata da una domanda in calo e dalla concorrenza dei produttori a basso prezzo. Se certo sono lontani i tempi d'oro che nel '93 avevano portato il marchio Natuzzi a Wall Street, la situazione è migliorata nel terzo trimestre dello scorso anno, con l'ebitda tornato positivo dopo molto tempo.