Negli Usa ancora stipendi «super»

I compensi di Wall Street sono stati falcidiati dalla crisi. Fanno però eccezione i consiglieri di amministrazione delle grandi banche americane che, malgrado i tagli di personale e una redditività sotto pressione, hanno ricevuto aumenti anche fino al 60 per cento.
Il New York Times rileva come i membri del board più pagati siano quelli di Goldman Sachs, seguiti da quelli di Morgan Stanley. Nel 2011, che è l'ultimo anno per cui sono disponibili i dati, il compenso medio per i consiglieri di Goldman Sachs era stato di 488.709 dollari, il 50% in più rispetto al 2008. E alcuni membri del consiglio di amministrazione guadagnano, per un'occupazione che è essenzialmente part time, oltre 500mila dollari perché hanno incarichi extra. Senza contare che le buste paga sono destinate a crescere ulteriormente nel bilancio 2012, visto che le azioni di Goldman Sachs sono aumentate del 35% e che i componenti del board sono pagati in titoli. Proprio su questo fa leva la «difesa» della banca Usa: i compensi in azioni, sostiene il portavoce di Goldman, di fatto non possono essere monetizzati fin quando i membri del consiglio restano in carica.
In casa Morgan Stanley i consiglieri sono pagati in media 351.080 dollari, una cifra simile a quella del 2008.
A Citigroup i compensi per i membri del consiglio di amministrazione sono invece pari a 315mila dollari, il 64% in più rispetto al 2008. Lo stipendio medio al vertice di Jp Morgan è invece pari a 278.194 dollari, mentre per Bank of America si attesta a 275mila dollari. A conti fatti, nell'anno 2011 il compenso medio di chi siede in uno dei consigli di amministrazione delle sei maggiori banche americane è stato di 328.655 dollari.
In Europa, invece, si va verso un taglio delle remunerazioni dei banchieri: il Parlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo per un pacchetto di misure che stabilirà un tetto massimo ai bonus, che non potranno superare il doppio dello stipendio fisso, in accordo con gli azionisti.