Nel duello Mv-Mercedes spunta Bonomi

Castiglioni: «Non cedo l'azienda». I tedeschi potrebbero girare il controllo al fondo amico

Pierluigi Bonora«Non ho intenzione di cedere l'azienda. Mercedes? Se decide di uscire mi sta bene, questa partnership non è mai partita». Giovanni Castiglioni, presidente di Mv Agusta, di più non dice, riservandosi di approfondire il tema sul futuro della società motociclistica varesina nell'incontro fissato oggi con i sindacati. Il divorzio tra Mv Agusta e i tedeschi, entrati con il 25% nel 2014, sembrerebbe così sempre più vicino. Castiglioni si è già messo alla ricerca di nuovi soci, tra fondi e imprenditori amici, anche esteri, disponibili a ricapitalizzare la società e contribuire a metterla in sicurezza.L'attività produttiva va a rilento e gli operai, la cui cassa integrazione scadrà il 2 aprile, temono per il loro futuro. A pesare sui conti sarebbero soprattutto le spese per lo sviluppo della rete, gli investimenti in ricerca e sviluppo, insieme a una serie di spese straordinarie tra cui quelle per le attività sportive. Tra i problemi anche il ritardo nei pagamenti ai fornitori (il debito ammonta a una quarantina di milioni) che, in azienda, giustificano con i tempi più lunghi, da 90 a 200 giorni, relativi agli incassi ancora in sospeso. La soluzione a questa situazione poteva chiamarsi Mercedes, partner da circa due anni nelle aree marketing e vendite, ma Castiglioni, nonostante l'apertura di Stoccarda a discutere, sembra non fidarsi. L'imprenditore temerebbe infatti che, una volta acquisita la maggioranza di Mv Agusta, Mercedes giri il pacchetto all'amico Andrea Bonomi (Investindustrial), azionista di maggioranza di Aston Martin con cui il gruppo automobilistico collabora fornendo motori. A preoccupare Castiglioni sarebbe il fatto che, una volta risanata, la nuova proprietà metta sul mercato l'azienda. E se a Ducati è andata bene (Audi, a cui Bonomi aveva ceduto la Casa, ha mantenuto la produzione a Bologna), non è detto che un nuovo proprietario cinese o indiano faccia altrettanto, togliendo all'Italia un altro pezzo di storia e, forse, trasferendo altrove la produzione. Che Bonomi stia pensando a realizzare un polo automotive anglo-italiano? C'è chi dice stia guardando a Triumph e a qualche marchio del Gruppo Piaggio.