Nel primo «caccia» del dopo Brexit c'è anche Leonardo

La Gran Bretagna investirà due miliardi di sterline nel programma Tempest, operativo dal 2035

Paolo Stefanato

La premier britannica Theresa May ha scelto la prima giornata del Farnborough International Airshow per dare una notizia di grande rilievo per tutta l'industria aeronautica internazionale: quella di un programma, finanziato con 2 miliardi di sterline dal governo del Regno Unito, per la realizzazione di un caccia di nuova generazione. Il Tempest questo il nome del nuovo aereo sarà l'ideale prosecuzione del programma Eurofighter Typhoon, avviato negli anni Ottanta, al quale partecipano Gran Bretagna, Italia, Germania, Spagna. Anche nel Tempest Leonardo, l'azienda italiana di punta del settore, avrà un ruolo importante, salutato ieri con soddisfazione dall'ad Alessandro Profumo. Leonardo sarà essenziale nella realizzazione dell'aerostruttura e della sensoristica di bordo.

I due miliardi dichiarati ieri sono indicativi, ed entro il 2025 sarà precisato l'investimento con maggiori dettagli. Il Tempest sarà operativo entro il 2035. L'annuncio della May va letto anche in chiave politica e industriale. È, in qualche modo, una risposta alla Brexit, con la stretta di nuovi rapporti transnazionali e con la creazione di un ingente numero di posti di lavoro in Inghilterra, paese che nel settore dell'aerospazio ha competenze di punta. Inoltre, Londra batte sul tempo l'industria franco tedesca che nel 2017 aveva annunciato di avere allo studio un proprio nuovo caccia.

Il gruppo di aziende che poterà avanti il programma è composto da Bae Systems, Rolls Royce (inglesi), Leonardo e il consorzio Mbda di cui fanno parte nuovamente Bae Systems, Leonardo e Airbus. È prematuro conoscere le singole quote di produzione, per giunta in un settore avaro di notizie, in bilico sui segreti militari.

Si può comunque ricordare che oggi nel programma Eurofighter di cui Tempest sarà appunto l'ideale prosecuzione, Leonardo ha una parte del 36% al livello industriale, più il 60% nell'elettronica di bordo e nei sensori. Valori non vengono divulgati, ma l'ultima commessa del 2016 di 28 caccia Eurofighter ordinati dal Kuwait, di cui era capofila proprio Leonardo, valeva 4 miliardi di euro. Il Tempest avrà dotazioni di nuova generazione ma non andrà a sostituire il proramma Eurofighter. Una delle differenze tra i due velivoli per controllo dei cieli e interdizione aerea oltre che da combattimento consisterà nel fatto che il Tempest potrà volare anche senza pilota, come un drone.

Commenti

cgf

Mar, 17/07/2018 - 12:19

Gli Eurofighter, soprattutto tedeschi, sono sempre a terra per "problemi", poi chissà perché soprattutto quelli tedeschi. Aspettano un secondo piano Marshall oppure una nuova "re-unificazione"? mi ricordano Ubaldo nella canzone di Mingardi