Nessuna società di Enel per la banda ultralarga: «Andiamo avanti senza»

Brasile: LetterOne ritira l'offerta per integrare Tim Brasil e Oi

Maddalena CameraDietrofront dell'Enel sulla rete a banda ultralarga. Dopo aver annunciato la creazione di una nuova società per la realizzazione del progetto e aver chiamato l'ex ad di Wind Tommaso Pompei alla guida, ieri l'ad della società elettrica Francesco Starace ha rinunciato alla costituzione di una società per la rete in fibra. «Inizialmente non era chiaro come il governo avrebbe approcciato la questione - ha detto Starace - La strada ora è quella della gestione di Infratel quindi riteniamo di partecipare a tutte le gare senza altre strutture societarie». Non è una rinuncia, comunque. Starace ha spiegato che «la fibra sarà messa in tutte le aree, anche in quelle a fallimento di mercato». Insomma nonostante non sia ancora certo quale sarà la tecnologia scelta per collegare i nuovi contatori elettrici che Enel si appresta a cambiare, Starace non si tira indietro ma cerca partner sicuri. «Con Telecom - ha detto - la collaborazione ci sarà certamente. Non abbiamo mai litigato». Quanto a possibili accordi con Metroweb, Starace ha ribadito che «Enel ha sempre detto di avere una apertura e lavorare su un certo numero di città».Insomma il quadro non è chiaro. In Brasile invece si chiude l'evanescente trattativa di LetterOne per Oi e Tim Brasil. La società voleva riuscire in una impresa non facile: consolidare il mercato brasiliano portando Oi, il quarto operatore mobile del Paese, alle nozze con Tim Brasil, ossia il secondo. In realtà la trattativa, lanciata dal miliardario russo Mikhail Fridman, non è mai stata presa troppo sul serio da Telecom dato che l'offerta da 4 miliardi di dollari era troppo bassa per arrivare al controllo della nuova società. Per Telecom il progetto era irricevibile. La società italiana avrebbe dovuto diluirsi al 30-35% nella nuova realtà formata con Oi di cui LetterOne avrebbe avuto una quota del 43-45%. Più che al fronte brasiliano gli investitori hanno guardato all'Argentina premiando Telecom a Piazza Affari sulla prospettiva che il gruppo possa finalmente incassare i 630 milioni di dollari mancanti dalla vendita a Fintech, a distanza di un anno e mezzo dall'accordo. La società del messicano David Martinez ha annunciato l'Opa obbligatoria sulle azioni flottanti di Telecom Argentina sperando che la neonata authority delle tlc (che ha inglobato l'antitrust), l'Afsca, possa ribaltare il verdetto negativo della vecchia autorità, dando il via libera all'acquisto della società. La riunione è in programma già la prossima settimana.