Niel lascia Telecom e il titolo cede l'11%

Vendute le opzioni. E con il gruppo Iliad sarà il quarto operatore italiano

Una picchiata in Borsa di quasi l'11% (-10,81%, a 0,65%), dopo un passaggio in asta di volatilità, ha suggellato il mercoledì nero di Telecom, vittima della doppia mossa di Xavier Niel: la liquidazione imminente della partecipazione in derivati posseduta sul 15% del gruppo (una quota teorica del 10-15% del capitale); e l'intenzione dello stesso imprenditore francese di far ingresso in Italia come quarto operatore mobile.

A determinare il crollo del titolo è stato il quasi 5% di titoli Telecom passati di mano, con più che probabile cessione dei pacchetti detenuti dalle controparti che avrebbero dovuto «girare» le azioni al fondatore di Iliad. Di fatto, con la decisione di farsi da parte, Niel ha sottratto appeal speculativo al titolo. Un appetito legato alla possibilità, ora tramontata, che si potesse scatenare una battaglia finanziaria per contendere il controllo della società a Vivendi, che controlla il 24,7% dei diritti di voto.

Punto secondo. L'accordo sottoscritto da Iliad per acquistare asset italiani, nell'ambito del progetto di fusione tra Wind e 3 Italia (H3G) porterà alla presenza di quattro operatori nel settore della telefonia mobile e, quindi, verosimilmente, a una nuova guerra dei prezzi. Non tutti gli analisti sono però d'accordo. Gli esperti di Morgan Stanley, ad esempio, vedono un rischio limitato per i big della telefonia mobile, Vodafone e Telecom. Iliad, tra l'altro, potrebbe soffrire il fatto di non avere un nome conosciuto. E dello stesso parere è Bernstein, secondo cui Telecom e Vodafone «hanno un chiaro vantaggio in tema di qualità percepita della rete mobile». La banca mantiene l'«outperform» su Telecom, mentre Icbpi mantiene il «buy» su Telecom. «L'accordo tra Iliad e Vipelcom e Hutchison Whampoa aumenta le chance di un'approvazione da parte dell'Ue alla fusione Wind-3. Tale operazione porterà benefici ai due leader Tim e Vodafone Italia». Gli esperti di Banca Akros, pur confermando il giudizio di «accumulate» su Telecom, ricordano che Iliad potrebbe rivelarsi un osso duro. «Ha conquistato l'8% del mercato mobile francese in meno di un anno nel 2012 e il 12% l'anno dopo, diventando oggi, con il 22% di quota di mercato, il terzo operatore di Francia».

Banca Imi, infine, raccomanda l'«add». «L'igresso di Iliad in Italia richiederà tempo e investimenti. In più ciò potrebbe rappresentare un'opportunità per la società delle torri di Telecom, Inwit».

Commenti

marygio

Gio, 07/07/2016 - 12:28

ma questo buffone non poteva fare nulla con vivendi che come contromossa era salita a un niente da poter opare telecom

Altoviti

Gio, 07/07/2016 - 21:32

Ovviamente il governo sta a quardare, e neanche guarda forse! l'Italia si vende tutto! Magari potressimo vendere gli attivi del PD e delle COOP, almeno faremmo soldi senza perdere un bel niente, anzi bonificando il marciume!

marygio

Ven, 08/07/2016 - 11:33

niel aveva opzioni a 1,90,almeno le prime comprate. vivendi si è portata ai limiti dell'opa (con uno 0,50 si pappa tutto volendo) e il trader da strapazzo ha levato le tende