Nissan torna nella bufera per gli "extra" ai manager

L'ad Saikawa ammette compensi non dovuti, ma scarica sull'ex Ghosn. Lunedì parola al cda

Da una parte, c'è il presidente di Renault, Jean-Dominique Senard, che secondo il magazine francese Challenges, confiderebbe di raggiungere entro ottobre un accordo con Nissan sulle partecipazioni incrociate, condizione necessaria per riaprire il dialogo con Fca. Dall'altra, il suo interlocutore giapponese, l'ad Hiroto Saikawa, ha dovuto ammettere di aver percepito compensi superiori a quelli previsti. Una sorta di replica dello scandalo che è costato galera e vertice dell'Alleanza franco-nipponica all'ex numero uno, Carlos Ghosn, tra le cui accuse c'è quella di aver sottostimato i suoi compensi per l'equivalente di 73 milioni di euro.

Il caso ha riacceso i malumori all'interno della Casa di Yokohama. La fiducia degli azionisti a Saikawa era già stata scossa dalle accuse di essere stato troppo vicino a Ghosn, il cui arresto a novembre ha scosso l'industria automobilistica globale ed esposto le tensioni nella partnership automobilistica tra Nissan e Renault.

Gli «extra» non dovuti a Saikawa e ad altri dirigenti sono emersi durante un'indagine interna, sollevando non pochi dubbi sull'impegno del top manager a migliorare la governance a seguito dell'arresto del suo ex capo. La società, nei mesi scorsi, ha infatti cercato di rafforzare la governance, ridurre i costi e aumentare la redditività. L'ad di Nissan, fatta l'ammissione, si è difeso affermando di aver seguito procedure interne nell'ambito di uno schema progettato dal presidente cacciato, Ghosn.

«Sono profondamente dispiaciuto per aver causato preoccupazioni», si è spiegato Saikawa, il quale ha assicurato che restituirà tutta la parte di compensi in eccesso (si parla di decine di milioni di yen). Il 9 settembre la vicenda sarà sul tavolo del cda di Nissan. E intanto c'è già chi chiede a Saikawa (per molti il regista occulto del defenestramento di Ghosn) di dimettersi «una volta accertata la cattiva condotta».

Resta da vedere se e come lo scandalo affiorato impatterà sui rapporti con Renault che, dalle parole di Senard, sembrano instradarsi verso un accordo sul ribilanciamento dei pesi azionari all'interno dell'Alleanza che da sempre pendono a favore di Parigi.

Le dichiarazioni di Senard riportate dal magazine Challenges hanno fatto bene alle azioni Fca, grazie anche al contesto positivo del settore. Il titolo del Lingotto, che ha sfiorato il +3%, valeva ieri 12,58 euro. Bene anche Renault a Parigi (55,45 euro, +3,2%) e pure Nissan (+2%, a 658 yen), considerando però che la Borsa di Tokio ha chiuso prima della diffusione della notizia su Saikawa.

Il piano di Senard illustrato dalla stampa francese prevederebbe la riduzione della partecipazione di Renault in Nissan in cambio dell'approvazione a riaprire i negoziati per una fusione con Fca.