No all'autogol sulle accise

Lo spettro di un nuovo taglio della compensazione sull'accisa del gasolio, che il Governo si appresterebbe ad applicare, rischia di ridare corpo alla protesta degli operatori dell'autotrasporto

La notizia era nell’aria ma erano moltissimi gli operatori dell'autotrasporto a sperare che fosse infondata, allontanando così il fantasma di una reazione che tutti avrebbero voluto evitare.

Ora invece lo spettro di un nuovo taglio della compensazione sull’accisa del gasolio, che il Governo si appresterebbe ad applicare, rischia di ridare corpo alla protesta. Scelta "obbligata", se si considera che i nuovi tagli farebbero venir meno l’intesa sottoscritta nel novembre scorso con il ministero dei Trasporti, che prevedeva interventi triennali per il settore.

Le intese si realizzano per essere rispettate e se oggi, dopo il taglio che si è già verificato sulle spese non documentabili, a bilanci già redatti, si registrasse una nuova "amputazione", come anticipato dalla stampa, la reazione appare scontata. E nessuno sarebbe più in grado d'intervenire, perché nessuno potrebbe più ridare credibilità a chi prima ha dato garanzie che interventi basati su tagli lineari non si sarebbero effettuati e ora ipotizza proprio un taglio lineare. Confcommercio nella recente "Giornata sul fisco" ha indicato al Governo la via per recuperare 74 miliardi di euro, attuando una politica che tagli ciò che va tagliato: la spesa pubblica delle Regioni.

Nessuno ha contestato quelle proposte. Tutti invece sanno come un incremento dell’accisa spingerebbe coloro che effettuano trasporti internazionali, o che hanno la sede in zone di confine, ad approvvigionarsi di carburante all’estero, facendo così perdere allo Stato più di quanto vorrebbe risparmiare. Anche il Governo in carica lo sa bene, visto che per il 2015 ha potuto verificare gli ottimi risultati di un intervento calibrato: le entrate dello Stato non hanno fatto registrare riduzioni; i costruttori di automezzi hanno realizzato maggiori vendite (e l’ambiente ne ha tratto giovamento); le imprese regolari dell’autotrasporto hanno recuperato competitività.

Perché abbandonare una strada virtuosa per tutti?

Commenti

cgf

Gio, 30/07/2015 - 11:57

mi è capitato di fare abbastanza spesso la A22 nella sua interezza ultimamente. Mi hanno colpito il numero di automezzi polacchi (molti dei quali della stessa compagnia) e diversi romeni, molte volte automezzo con targa romena ma due indirizzi sulla centina, il primo sempre in Romania ed il secondo spesso il secondo olandese, ma anche austriaco, tedesco... In un paese dove si è fatto spezzatino della rete ferroviaria, quando invece rende solo se è su larga scala [mancano solo le linee aeree regionali e siamo a posto], è inevitabile che altri vengano a prezzi più competitivi a fare business.

volanteindima

Gio, 30/07/2015 - 16:29

Bata con questi tagli lineari! Basterebbe usare il buon senso e applicare il principio; CHI PIU' INQUINA PIU' PAGA! Come accade già per le autostrade, la tassa auto e quanto già tagliato sul recupero accise.Se hai un mezzo obsoleto euro0 o euro1 non recuperi nulla, se hai un euro 2 recuperi mettiamo il 50%, euro3 il 60%, euro 4 e 5 il 75%, euro 6 il 100%. L'ambiente ringrazierebbe, l'economia anche e gli autotrasportatori pure!

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 30/07/2015 - 23:33

IO IN lUXEMBURGO IL GASOLIO LO PAGO EURO 1,04 AL LITRO, IN ITALIA CON UN GOVERNO SERIO COME IL PD PENSO CHE VE LO FACCIA PAGARE QUASI COME IN LUXEMBURGO.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Gio, 30/07/2015 - 23:33

IO IN lUXEMBURGO IL GASOLIO LO PAGO EURO 1,04 AL LITRO, IN ITALIA CON UN GOVERNO SERIO COME IL PD PENSO CHE VE LO FACCIA PAGARE QUASI COME IN LUXEMBURGO..