La Norvegia fa scoppiare la battaglia della Borse

Euronext aumenta l'offerta a 783 milioni ma Oslo continua a preferire l'asse con il Nasdaq

Maddalena Camera

Nonostante un rilancio a 158 corone per azione, accompagnato da forti rassicurazioni circa il mantenimento dell'indipendenza e dell'identità norvegese della società, Euronext non riesce a conquistare il supporto del management della Borsa di Oslo, che preferisce l'offerta avanzata dal Nasdaq, già raccomandata come «la miglior alternativa per tutti gli azionisti».

Euronext - che gestisce i listini di Parigi, Amsterdam, Lisbona, Dublino e Bruxelles - è arrivato a mettere sul piatto un totale di circa 783 milioni di dollari, contro i 770 milioni dei rivali, che già controllano Copenaghen, Helsinki, Riga, Stoccolma, Tallin e l'Islanda. Oltre alla valutazione economica, a caratterizzare la proposta di Euronext sono le numerose promesse nel segno della continuità. Sotto la proprietà europea, la piazza nordica manterrebbe il suo nome, la presenza di membri indipendenti norvegesi nel board e l'attuale contesto normativo, diventando al contempo «l'hub di sviluppo e la piattaforma di lancio per l'espansione verso Nord di Euronext», che farebbe di Oslo il suo quartier generale per le attività nella regione.

«La Borsa di Oslo manterrà la propria identità e integrità all'interno del modello decentralizzato di Euronext con un forte impatto sulla strategia futura del gruppo allargato» - ha detto l'ad Stéphane Boujnah, confermando come la società europea sia «pronta a discutere con tutti gli stakeholder per presentare l' ambizioso progetto di lungo termine che ha lo scopo di creare un player di Borsa protagonista nei Paesi nordici con sede a Oslo».

La stessa Euronext aveva già comunicato di essersi assicurata il sostegno di soci della società nordica in rappresentanza del 50,5% dei titoli in circolazione, che avrebbero stretto pre-impegni vincolanti, portando di fatto ad avverarsi la condizione di raggiungimento del 50,1% posta sull'offerta. Dopo il rilancio, il periodo di accettazione è stato esteso di quattro settimane, fino al prossimo 11 marzo. Euronext si dice comunque fiduciosa di poter chiudere la partita entro il secondo trimestre del 2019.

Contrario il management della Borsa di Oslo. «La raccomandazione nostra e del cda riguardo alla migliore proprietà rimane orientata verso il Nasdaq», ha detto l'ad Bente Lnndsnes che guarda dunque con favore la proposta Usa.