Novembre porta 3,3 miliardi all'industria del risparmio

Bene i fondi, che raccolgono 2,6 miliardi. Da gennaio gestioni retail in rosso. Obbligazionari i più gettonati

Altri 3,3 miliardi di euro. A tanto è ammontata in novembre la raccolta netta complessiva dell'industria italiana del risparmio gestito grazie, soprattutto, al contributo dei fondi comuni (2,6 miliardi di euro) mentre le gestioni di portafoglio non vanno oltre i 754 milioni ma come risultante tra il saldo positivo (1,1 miliardi) delle gestioni per istituzionali e i riscatti (-408 milioni) delle gestioni retail. Da inizio anno la raccolta netta ha raggiunto così i 54,4 miliardi, 33,6 miliardi dei quali frutto delle sottoscrizioni in fondi comuni e 20,9 miliardi in gestioni per istituzionali mentre le gestioni retail sono in rosso per 171 milioni. Per effetto di questi flussi di adesioni e per gli andamenti dei mercati, si riduce la forbice tra le quote di mercato, in termini di patrimonio, tra i fondi (che a fine novembre toccavano i 935,5 miliardi e il 49,2% del totale), e le gestioni (che si attestavano a 967 miliardi e 50,8% di market share). Osservando da vicino i fondi comuni, si può constatare che i fondi monetari euro, con 1,67 miliardi di euro, sono la categoria che ha raccolto di più nel mese di novembre: un risultato che consente di portare in positivo il saldo da inizio anno (a +598 milioni). Positivi pure i flussi mensili relativi agli obbligazionari (565 milioni), ai flessibili (559) e ai bilanciati (316): in rosso, invece, le sottoscrizioni nette mensili dei fondi azionari (-491). Poche variazioni, invece, nella graduatoria delle categorie per patrimonio in gestione. Gli obbligazionari continuano a prevalere con 373,6 miliardi (e 42,1% di quota di mercato), seguiti dai flessibili con 214,5 miliardi (24,2%), dagli azionari con 185,4 miliardi (20,9%), dai bilanciati con 73,6 miliardi (8,3%) e dai monetari con 35,5 miliardi (4%). Per quanto riguarda infine il confronto tra fondi di diritto italiano ed esteri, questi ultimi hanno totalizzato sottoscrizioni nette mensili per 2,8 miliardi mentre i fondi italiani hanno accusato deflussi per 228 milioni.