Ntv, rosso 2014 a 55 milioni. Ok all'aumento

Via libera alla ricapitalizzazione da 100 milioni. I francesi si astengono

Ntv, la società attiva con Italo nell'alta velocità ferroviaria, prova a mettersi in sicurezza e guarda al rilancio. L'assemblea di ieri ha deliberato, a maggioranza, un aumento di capitale di 60 milioni, più altri 40 milioni «ove se ne presentasse la necessità»; gli azionisti non si sono espressi all'unanimità, ma i soci favorevoli si sono impegnati a rilevare l'eventuale inoptato. Entro i primi giorni di agosto si conoscerà l'esito delle sottoscrizioni. L'aumento va a compensare la perdita di 55 milioni che appare nel bilancio 2014, su un fatturato di 262 milioni, e garantisce la continuità aziendale.

I conti annuali, approvati sempre ieri, sono ancora in rosso ma indicano un miglioramento rispetto alla perdita del 2013, che era stata di 75 milioni.Successivamente alla sottoscrizione dell'aumento di capitale verranno firmati con le banche creditrici (Intesa, Mps, Banco Popolare, Bnl) gli accordi già concordati di ristrutturazione del debito, che è pari a 683 milioni: di questi il 70% verrà ricadenzato al 2028, il restante 30% al 2031. L'impegno contenuto nel piano industriale messo a punto dall'ad Flavio Cattaneo resta quello di raggiungere il pareggio nel 2018.

L'aumento di capitale farà uscire allo scoperto la volontà dei singoli soci: Pool Della Valle-Montezemolo- Punzo al 33,47%, Intesa 20%, Snfc 20%, Generali 15%, Bombassei 5%,Isabella Seragnoli 5%,Giuseppe Sciarrone 1,53%. In questo momento sembra incerto l'ulteriore apporto delle ferrovie francesi, che ieri si sono astenute; Parigi tuttavia ha di che consolarsi, perché le risorse fresche provenienti dall'aumento saranno destinato all'acquisto di nuovi sette treni, e i colloqui sono in corso con la francese Alstom, la stessa che ha già fornito gli attuali 22 Agv di cui Ntv è stata la compagnia di lancio e di cui è tuttora l'unica utilizzatrice. Sempre ieri, il sindacato autonomo Fast, ha annunciato uno sciopero (il terzo) per l'intera giornata del 26 luglio; esso è impegnato - senza l'avallo dei confederali - in rivendicazioni retributive che continuano a non fare breccia in azienda.