Nulla la vendita della Antonio Merloni. Vincono le bancheELETTRODOMESTICI

Il tribunale di Ancona ha annullato la cessione dell'Antonio Merloni alla Jp Industries, accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di banche creditrici. Secondo i giudici, il prezzo di vendita, 12 milioni, era di cinque volte inferiore al valore reale (54 milioni). La sentenza, attesa da mesi, getta un'ombra sul futuro dei 700 ex lavoratori del gruppo elettrodomestico fabrianese, riassunti dalla Jp - la newco creata dall'imprenditore Giovanni Porcarelli -, anche se la maggior parte è attualmente in cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione: domani ci sarà un presidio allo stabilimento. La cessione dell'azienda del minore dei fratelli Merloni, Antonio, era avvenuta il 27 dicembre 2011, dopo anni di amministrazione straordinaria e una complessa trattativa gestita da tre commissari nominati dal ministero dello Sviluppo economico, che probabilmente ricorreranno contro la sentenza. Soddisfatto invece l'avvocato Giampiero Paoli, difensore del pool di banche: «Un'ordinanza che segna un precedente importante».