La «nuova» Mediolanum in Borsa dal 28 dicembre

Dopo il riassetto a essere quotata sarà la Banca Massimo Doris sarà ad, Ennio resta presidente

Banca Mediolanum debutterà in Borsa il 28 dicembre dopo la prevista fusione «inversa» con la holding Mediolanum spa: l'assemblea dei soci per il riassetto è il 29 settembre. L'operazione permetterà un risparmio di 6 milioni, ha detto ieri Massimo Doris, che guida il gruppo specializzato nel risparmio gestito insieme al padre Ennio.

La governance rimarrà quella attuale di Banca Mediolanum, con Ennio Doris presidente e Massimo Doris ad.

Di fatto, quindi, il testimone operativo passerà a Massimo posto che, oggi, alla guida di Mediolanum spa, c'è Ennio. «Il grosso del gruppo è portato avanti dalla banca, di fatto è già così nelle relazioni di tutti i giorni», ha però precisato Massimo Doris. Ed è escluso un passo indietro del fondatore: «Mio padre è e resterà un presidente esecutivo e certamente continuerà a essere sempre presente».Il banchiere è sereno anche rispetto al bilancio, nonostante le turbolenze dei mercati di Ferragosto si siano tradotte in zero commissioni di performance per Mediolanum. «Non siamo preoccupati», ha commentato, confermando le attese di un 2015 in crescita sia a livello di raccolta che di utile e sottolineando la solidità del gruppo (18,5% il Core Tier 1 di giugno). Confermato anche un payout al 60%. E Piazza Affari ha premiato il titolo: +0,7% a 6,92 euro.Resta l'incognita del provvedimento con cui Banca d'Italia ha imposto a Fininvest (grande socio con il 30%) di scendere sotto al 10%. La holding ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, ma tutto è rinviato al 2016: la Corte si riunirà il 14 gennaio. «Se Fininvest sarà obbligata a vendere, io e mio padre siamo disposti ad acquistare una parte, attorno al 3-4%. Il resto andrà a investitori istituzionali. Abbiamo già ricevuto telefonate di interesse», ha detto Doris. Il banchiere ha poi definito «strategico e sindacato» il 3,4% che Mediolanum detiene in Mediobanca, il cui patto di sindacato scade a dicembre, con possibilità di iniltrare le disdette alla fine di questo mese.

È stata, infine, «per il momento accantonata» la vendita del 50% di Banca Esperia, la joint venture specializzate nel private banking con la stessa Piazzetta Cuccia.