«Dal nuovo boom dei fondi parte la ricetta anticrisi»

Banca Generali, il polo del risparmio gestito del gruppo triestino, ha chiuso il primo semestre 2013 con risultati record. L'utile netto è aumentato del 6,3% a 71,6 milioni di euro e la raccolta netta totale è cresciuta del 35% a 1,4 miliardi (1,6 miliardi il progressivo a luglio). Si tratta di un'inversione di tendenza della crisi o di un'eccezione? Lo abbiamo chiesto all'amministratore delegato di Banca Generali, Piermario Motta.
Dottor Motta, il fondi in Italia nel primo semestre hanno realizzato una raccolta netta positiva di 38 miliardi. Come si spiega il fenomeno?
«Il risparmio gestito è tornato di moda perché i grandi gruppi bancari adesso lo promuovono in misura maggiore rispetto alle obbligazioni. Si fa cassa con le commissioni. Noi non abbiamo rischi di credito e possiamo approcciare la clientela ancora meglio».
Un eccesso di risparmio è positivo o penalizza la ripresa?
«La forza del Paese è quella di risparmiare, è un valore, preserviamolo. È anche un modo per far arrivare i finanziamenti al sistema produttivo. Basta guardare l'esempio di Fiat e di Telecom: i bond destinati agli investitori istituzionali (come i fondi; ndr) sono andati a ruba».
Il Paese può farcela?
«I fondamentali sono sani, la maggioranza delle famiglie è proprietaria di una casa. L'indebitamento dei privati è il più basso a livello europeo e compensa quello governativo».
E Banca Generali? Il trend del primo semestre proseguirà nel resto dell'anno?
«Siamo fiduciosi. La base è solida perché la nostra rete ha indici di performance doppi rispetto alla media di mercato. Questo ci permette di raggiungere già a luglio la raccolta netta dell'intero 2012. Credo che alla ripresa dalle ferie le attività continueranno con un buon passo, anche se non sarà come quello dei primi sei mesi».
Che dividendo sarà quello del 2013?
«La nostra policy è di distribuire l'80% degli utili. A decidere, però, sono gli azionisti di maggioranza (Generali ha il 51,38%)».
A proposito di azioni: il titolo si è apprezzato del 121% in 12 mesi. A quando l'ingresso nel Ftse Mib?
«Siamo 41simi nella classifica di Borsa Italiana, cioè la prima società esclusa. Ci teniamo a entrare nel paniere e stiamo lavorando perché questo possa accadere alla prossima revisione di ottobre. Anche perché siamo 35simi per capitalizzazione (2,126 miliardi) e i risultati sono buoni».
Si è fatto il suo nome per la guida di Assicurazioni Generali Italia. Cosa c'è di vero?
«Credo che qualcuno abbia collegato i rumor ai buoni risultati della banca. Sono felice di lavorare a Banca Generali e, finché ne sarò l'ad, abbiamo progetti di crescita. Escludo qualsiasi coinvolgimento. Raffaele Agrusti (il capo di Generali Italia; ndr) è un manager di grande competenza, avendolo conosciuto in questi otto anni. Valuterà il gruppo».