O'Leary chiede scusa ma Ryanair non esclude di cancellare altri voli

Il gruppo si impegna a facilitare i rimborsi Rimane alta la tensione con i piloti

Cinzia Meoni

Il caos dei cieli causato dalla decisione di Ryanair di cancellare 2.100 voli tra il 16 settembre e il 31 ottobre approda nei tribunali italiani mentre, da Dublino, il numero uno del gruppo Michael O'Leary, di fronte agli azionisti della compagnia aerea low cost pur «indossando il saio» non ha escluso «nuove cancellazioni» dei voli. Gli eventuali nuovi provvedimenti, secondo O'Leary, non sarebbero tuttavia collegati all'impatto delle ferie dei piloti. È anche vero però che, almeno in un primo tempo, lo stesso numero uno di Ryanair aveva motivato la maxi cancellazione di voli con l'esigenza di riportare la compagnia aerea irlandese sui suoi «elevati standard di puntualità». Livelli messi a repentaglio da «una combinazione di ritardi e scioperi dei controllori di volo, del maltempo e dell'impatto crescente delle assegnazioni di ferie a piloti e equipaggio di cabina» e non, come poi appurato, dall'emorragia di piloti a favore di compagnie più generose verso lo staff.

O'Leary si è quindi nuovamente scusato con i 400mila clienti coinvolti, ammettendo che di fronte al caos sarebbe giusto chiamarlo «clown» e dichiarandosi fiducioso nella possibilità di trovare una soluzione per la gran parte dei clienti (95%) lasciati a terra, con rimborsi o protezione, entro fine settimana. Per evitare il disastro, la compagnia low cost sta cercando di convincere parte dei piloti a rivedere il piano ferie o ad accettare un bonus per rinunciarvi. Ma le notizie su questo fronte, stando alla stampa estera, sono tutt'altro che ottimistiche: le basi di Dublino, Barcellona e Shannon si sono unite ai colleghi di altre 40 basi nel rigettare le proposte di tregua dell'azienda. O'Leary nel corso dell'assemblea dei soci, pur assumendosi le responsabilità del disastro, ha puntato il dito contro i sindacati e ha ribadito il rifiuto dall'azienda a riconoscerli «Prima che Ryanair venga sindacalizzata si ghiaccerà l'inferno» ha dichiarato l'imprenditore.

Nel frattempo, dopo l'Antitrust, ieri si è mossa anche la Procura della Repubblica di Bergamo che, a seguito di un formale esposto presentato dal Codacons, ha aperto un'inchiesta in merito. Più in dettaglio il procuratore di Bergamo, Walter Mapelli, «ha accolto le richieste del Codacons e ha aperto un fascicolo su Ryanair, assegnando l'inchiesta, al momento senza ipotesi di reato, al sostituto procuratore Fabrizio Gaverini». Ieri infine, nel corso di una teleconferenza, Ryanair ha poi assicurato ad Enac l'adempimento di tutti gli obblighi previsti dal Regolamento Comunitario a tutela dei passeggeri e ha confermato la disponibilità a un incontro con l'Ente entro i primi giorni di ottobre. Lunedì 25 settembre l'Enac incontrerà poi le associazioni dei consumatori. L'attenzione nel Paese è elevata: sono 702 i voli cancellati che avevano come scalo di approdo o partenza un aeroporto italiano.