Open Fiber, 15 banche per la rete in fibra ottica

Pompei: «Abbiamo risposto a un bando, se cambiano le condizioni, qualcuno farà le sue valutazioni»

Maddalena Camera

Sono 15 le banche interessate a entrare nell'operazione di Open Fiber per la realizzazione della rete a banda ultralarga. Lo ha attestato Tommaso Pompei, ad di Open Fiber, joint-venture tra Enel e Cdp, ieri in una audizione al Senato. Gli interventi in favore di queste iniziative, da parte della Bei, sono pari a 500 milioni di euro tra garanzie e liquidità. Lo stesso vale comunque anche per Telecom Italia. La Banca europea degli investimenti sta completando una fase di due diligence su Open Fiber per finalizzare le procedure del caso.

«Il nostro piano -ha detto Pompei- è stato approvato ad aprile e poi è partito il round di finanziamento. Si tratta di un project financing da circa 3 miliardi e spero che sia concluso entro fine anno». Certo Open Fiber doveva portare la rete nelle aree bianche, quelle a fallimento di mercato in regime di monopolio. Poi però Telecom ci ha ripensato e ha deciso di investire in quelle aree. «Il problema -ha detto Pompei- è che non siamo in grado di quantificare concretamente qual è questo intervento di Telecom e quali sono gli effetti che possono esserci sul nostro piano». Insomma Pompei non è soddisfatto dell'entrata in campo su queste zone sottoposte a gara Infratel di altri interlocutori, ma sa che si tratta di un tema che riguarda l'autorità concedente che è poi il ministero dello Sviluppo economico. «Noi -ha spiegato- ci siamo limitati a rispondere a un bando che aveva delle condizioni. Se saranno modificate, qualcuno valuterà e prenderà le decisioni conseguenti». Per il presidente della controllata di Enel, Franco Bassanini, il piano di Open Fiber stimolato l'ex-monopolista. «Molto è dipeso dal fatto che c'è una sfida competitiva che ha contribuito a produrre un'accelerazione degli investimenti» ha detto Bassanini.

Insomma la diatriba tra Telecom e Open Fiber per la realizzazione della rete a banda ultralarga è entrata, come tutti si aspettavano, nel vivo. E dunque è proprio il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, a cercare una mediazione tra i due contendenti. «Bene se il privato investe sulla rete a banda ultralarga -ha spiegato Calenda- ma non si possono cambiare le regole in corsa». La formula lascia indubbiamente lascia aperte diverse soluzioni. Per gli analisti di Equita, i rischi per Telecom di vedersi appioppare una sanzione per aver deciso di portare la banda larga nelle aree a fallimento di mercato sono molto scarsi. Hanno però sottolineato che «due progetti infrastrutturali sono ridondanti in una parte del territorio e quindi sono destinati a convergere o ad essere ridimensionati». Open Fiber ha vinto le prime due gare del progetto di infrastruttura pubblica per le zone in deficit tecnologico. Ma la terza e ultima gara è stata rimandata per prendere il considerazione i piani di Telecom Italia.

Commenti

marygio

Ven, 23/06/2017 - 10:54

questo paese ormai è una fogna in mano a nullità. la borsa italiana ,mentre le altre si rincorrono a suon di record, resta la regina delle fogne dove tutti si concedono tutto. facciamola corta...gli altri distribuiscono ricchezza questi ci depredano

marygio

Ven, 23/06/2017 - 11:49

sulla rete si scannano perchè nella rete e sulla rete si gioca il futuro destino di mediaset rai sky e forse vivendi-telecom. sarà una svolta epocale