«Ora Brembo assume e investe in Italia»

Francoforte«In Italia l'auto ha un'importanza strategica, grazie soprattutto alla componentistica, oltre a quanto sta facendo Fca. L'indotto sta riprendendo forza dopo anni di difficoltà. Per quanto riguarda Brembo, abbiamo ripreso a investire con forza e ad assumere anche in Italia: i nuovi occupati sono circa 150 da inizio anno, grazie anche al Jobs Act». Al Salone dell'auto di Francoforte lo stand di Brembo, multinazionale che produce e fornisce freni hi-tech ai principali costruttori, è tra i pochi della componentistica a condividere gli spazi riservati ai big delle quattro ruote. E Il presidente Alberto Bombassei tiene a parlare dell'impegno del gruppo bergamasco in e per l'Italia.

Per una multinazionale come Brembo, il Belpaese è ancora attraente per chi vuole investire?

«Riprendere ad assumere significa credere nel futuro. Nel 2014, su 120 milioni di investimenti nel mondo, circa 40 sono stati destinati all'Italia. E confermo più o meno lo stesso ammontare per il 2015 (nel 2013 le risorse destinate all'Italia ammontavano a oltre 35 milioni, ndr )».

C'è polemica, in Europa e in Italia, sull'opportunità o meno di assumere i migranti. Come la vede?

«I migranti siriani hanno una scolarità alta e in Germania ne sono consapevoli. L'industria tedesca ha subito meno la crisi e penso che assorbirà questa manodopera. In Italia, Brembo intende fare altre assunzioni di migranti purché in possesso di una minima preparazione».

La bolla cinese e la crisi in Brasile vi stanno creando problemi?

«Brembo, presente e ormai radicata in tutti i continenti, risente molto meno di queste crisi. Ma in Brasile, essendo il mercato dell'auto crollato per una crisi più politica che economica, e avendo Brembo una quota di mercato molto sgnificativa, anche noi ne siamo toccati».

Come state reagendo?

«Pensiamo di esportare fuori dal Brasile, in questo modo ridurremo l'impatto».

E la Cina?

«Dopo una crescita fortissima, c'è stato un rallentamento. Nell'auto la Cina è sempre il primo produttore mondiale. Il nostro impianto di Nanchino funziona a pieno regime, non abbiamo problemi e iniziamo a fornire anche i gruppi locali».

Brembo continua a espandersi negli Usa.

«Stiamo realizzando, sempre a Homer, vicino a Detroit, un nuovo impianto che inaugureremo a inizio 2016. La nostra capacità produttiva si innalzerà, ma non basterà perché raggiungeremo una piena saturazione in pochissimo tempo. Anche per questo motivo, presto, avremo anche una nuova fabbrica in Messico».

E le nozze tra Fca e Gm?

«La fusione porterebbe benefici all'indotto, ma anche più competizione. L'unione Fiat-Chrysler rappresenta un esempio virtuoso. Sergio Marchionne agisce nella logica dell'evoluzione del mercato».

Si va verso il cambio della guardia alla guida in Confindustria. Come vede il successore di Giorgio Squinzi?

«Il nuovo presidente dovrà essere un giovane, con un approccio veramente innovativo. Occorre un cambio generazionale, come avviene in politica».