Ora il mercato spera in buy back e dividendi

Ma il rebus sarà sciolto solo nel 2019

Come saranno impiegati i 6,2 miliardi di euro che Fca incasserà dalla cessione di Magneti Marelli? Il mercato azzarda le prime ipotesi: una parte del ricavato potrebbe essere destinata alla distribuzione di un dividendo straordinario (2 miliardi?); un'altra fetta, invece, potrebbe riguardare il riacquisto di azioni proprie, operazione importante al fine di sostenere il titolo; Fca, inoltre, guarda con interesse alla creazione di una propria divisione di servizi finanziari negli Usa: se realizzarla ex novo oppure acquistare una realtà già esistente (Chrysler Capital da Santander Capital).

Fieno in cascina, poi, è importante per far fronte agli investimenti previsti dal piano di sviluppo al 2022 presentato l'1 giugno a Balocco. La vendita di Magneti Marelli a Calsonic Kansei rafforza il focus del Lingotto sulle quattro ruote, seguendo l'esempio di concorrenti quali Gm, Ford e Toyota che, anni fa, hanno deciso di cedere società hi-tech quali Delphi, Visteon e Denso.

Ogni decisione in merito, comunque, non arriverà prima della chiusura dell'esercizio 2018 di Fca. La cessione di Magneti Marelli, spiegata in un comunicato dall'ad Mike Manley, ha avuto come elemento chiave il direttore finanziario Richard Palmer sotto la regia del presidente John Elkann, il quale ha posto come condizioni contrattuali il mantenimento del nome «Magneti Marelli» e il rispetto dei livelli occupazionali. Elkann, del resto, nutre un affetto particolare nei confronti dell'azienda. Da studente, infatti, ha lavorato nello stabilimento inglese di Birmingham alla linea di assemblaggio dei fari.

Sistemata la questione Magneti Marelli, ora l'ad Manley sarà ancora più incalzato dai sindacati sui piani produttivi in Italia. Il 30 ottobre, in proposito, il vicepremier e ministro di Sviluppo e Lavoro, Luigi Di Maio, ha convocato a Roma un tavolo per affrontare i problemi aperti. E proprio il tema impianti, insieme a quello dei conti, alla luce dell'improvvisa forte frenata del mercato europeo e delle norme green in discussione a Bruxelles, sono le priorità sul tavolo di Pietro Gorlier, il nuovo capo Emea di Fca.

Il 2019 sarà un anno di transizione, durante il quale le fabbriche italiane saranno adattate ai futuri modelli e ai motori elettrificati. Per questo, le vere novità arriveranno dal 2020 in poi. Alla Jeep Renegade ibrida, seguirà, sempre a Melfi, la Fiat 500X ibrida e, in Serbia, la 500L anche con motore termico ed elettrico.

PBon