«Le oscillazioni dello spread? Da non ignorare»

Le «oscillazioni dello spread testimoniano, da un lato, la volatilità dei mercati e sono anche segnali che non devono essere sottovalutati perchè ci fanno sempre ricordare come anche i risultati ottenuti nella riduzione» del differenziale «non devono essere dati per scontati». A sottolinearlo è l'ad di Bnl, Fabio Gallia, a margine della presentazione della nuova rete dei promotori finanziari del gruppo. Lo spread tra Btp e Bund è leggermente sceso ieri, dai 183 punti di mercoledì a quota 180. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è pari al 3,20 per cento.
Gallia aggiunge che «senz'altro influisce il contesto attuale con le elezioni a poche ore di distanza e sarà quindi importante fare il punto dopo questa tornata elettorale in giro per l'Europa». Inoltre «è importante che si tenga sempre presente che siamo ancora in un momento difficile anche se sta migliorando». In tal senso il manager sottolinea che «il 2014 dovrebbe essere un anno migliore per l'Europa e per l'Italia, nonostante un dato del Pil del primo trimestre inferiore alle attese. Però è necessario e fondamentale - conclude - continuare il percorso delle riforme per ridare competitività al Paese e anche al nostro Continente.
Se un'affermazione netta dei partiti no-euro potrebbe provocare un ulteriore surriscaldamento dei differenziali di rendimento, è anche vero che nei giorni successivi l'attenzione dei mercati si sposterà sulla Bce, chiamata il prossimo 5 giugno a decidere l'eventuale adozione di misure anche non convenzionali allo scopo di deprezzare un euro troppo forte e far risalire l'inflazione. Il consensus sembra indicare come molto probabile un duplice taglio dei tassi: sia su quelli di riferimento, che verrebbero portati allo 0,10% dall'attuale 0,25%, sia quelli sui depositi presso la Bce, che finirebbero sottozero. Un'opzione che piace alla tedesca Bundesbank. Il suo capo, Jens Weidmann, ha comunque ribadito ieri che «ancora non è chiaro se c'è la necessità di intervenire» alla riunione di inizio giugno.