Pace armata al Corriere Verso il rimpasto in cda

Mediobanca e Intesa lavorano al compromesso tra Della Valle ed Elkann. Cruciale l'assemblea

Molto probabilmente il redde rationem tra gli azionisti di Rcs sarà rinviato all'assemblea del prossimo 29 aprile. Secondo quanto si apprende, nel consiglio di amministrazione di oggi - convocato per l'approvazione dei risultati 2013 - non si dovrebbe verificare la temuta serie di dimissioni (a partire da quelle del presidente Angelo Provasoli) che provocherebbe la decadenza del board.
In apparenza, dunque, la domenica è passata via tranquilla, ma il fuoco da tempo cova sotto la cenere. Dopo lo scioglimento del patto di sindacato, gli equilibri all'interno del Corriere sono praticamente saltati e ogni occasione è buona per tirar fuori vecchi rancori e appelli alla riscossa di tipo millenaristico. Probabilmente, da quando Mediobanca ha via via accentuato il proprio disimpegno da Via Solferino (intento tradottosi in una riduzione della quota dal 15,5 al 9,9%), è venuta a mancare quella camera di compensazione dei vari interessi confliggenti dei soci che, pur in assenza di un editore puro, aveva permesso al management guidato dall'ad Pietro Scott Jovane di effettuare le operazioni ritenute necessarie per il salvataggio della società: la vendita della francese Flammarion, l'aumento di capitale da 400 milioni (cui deve seguirne un'altra tranche da 200 milioni) e la cessione dell'immobile di Via Solferino al fondo Blackstone per 120 milioni.
Certo, le polemiche non sono mai mancate, soprattutto da parte di Diego Della Valle che con il suo 8,9% ha sempre reclamato una maggiore partecipazione alle scelte strategiche. Ma dallo scorso autunno, in concomitanza con la discesa di Piazzetta Cuccia, le liti sono deflagrate. Prima con le invettive di Mister Tod's nei confronti della Fiat di John Elkann (azionista di maggioranza con il 20,5%) e di Giovanni Bazoli e, infine, con le dimissioni di Carlo Pesenti (Italmobiliare ha il 3,8%), poco convinto dei piani del top management. Le incertezze sulla direzione del Corriere e su alcune acquisizioni come quella recente di Youreporter.it hanno fatto il resto.
Oggi, comunque, il cda esaminerà i conti e quindi potrebbe esserci una pausa. Gli analisti stimano che il rosso dell'esercizio dovrebbe attestarsi sotto i 150 milioni (509 milioni nel 2012) grazie alla riduzione dei costi, fatte salve nuove eventuali svalutazioni. I ricavi sono attesi in calo da 1,59 a 1,32 miliardi.
Poi, la querelle riprenderà in vista dell'assemblea di fine aprile. Da non dimenticare come, a fronte del minore coinvolgimento di Pirelli (5,5%) e dei malumori di Unipol (5,6%) esternati dall'ad Carlo Cimbri, Della Valle abbia ipotizzato l'affidamento della gestione di Rcs a Urbano Cairo (2,8%), unico vero editore presente a libro soci. Le banche azioniste starebbero invece cercando di convincere Della Valle e Fiat a fumare il calumet della pace. Tentativi che vanno avanti ormai da mesi e che, in caso di successo, potrebbero determinare un rimpasto del cda (oggi composto da 8 consiglieri indipendenti) in modo da essere più aderente ai rapporti di forza. Lo scoglio, ancora una volta, sarebbe quello di trovare profili rispondenti a desiderata molto differenti e, soprattutto, evitare le azioni di responsabilità nuovamente minacciate da Mister Tod's.