Palladio vende il 5% di Fonsai ma tiene i diritti

Giorgio Drago e Roberto Meneguzzo si riposizionano sul campo di battaglia che ha assegnato il controllo del gruppo Fonsai a Unipol. Nei giorni scorsi Palladio Finanziaria ha infatti ceduto sul mercato il proprio 5% di Fonsai (pre-aumento di capitale) ma ne ha conservato i diritti d'opzione, che sono negoziabili fino a oggi e quindi rappresentano per la cassaforte veneta un sentiero per ritirare nuove azioni Fonsai (ieri +9,6%) a prezzi di saldo tramite i diritti (-88,9%). Al momento sembra invece immobile l'alleato Matteo Arpe che, con la sua Sator, detiene un altro 3 per cento.
La mossa di Palladio è stata ufficializzata mentre il mercato si interrogava sulla lettera-giallo con il supposto accordo di buonuscita che Salvatore Ligresti avrebbe trattato con l'ad di Mediobanca Alberto Nagel. Un colpo di scena che violerebbe tutte le condizioni poste dalla Consob il 24 maggio e il 20 luglio in cambio del privilegio concesso a Unipol di evitare l'Opa obbligatoria.
Se sarà accertato che la lettera ha avuto un seguito concreto, sancendo una sorta di accordo occulto tra l'ingegnere di Paternò e Piazzetta Cuccia, per Bologna scatterà la pena massima: il gruppo di Carlo Cimbri dovrà lanciare l'offerta pubblica sul 19% di Premafin che ancora non possiede. Nulla invece cambierebbe per Fonsai, per cui sono scattate le more del salvataggio, e per Milano Assicurazioni. È sostanzialmente certo comunque che la Commissione chiederà di aggiornare i prospetti informativi con i dati dell'incidente. L'Authority ha già completato un primo giro di tavolo con i «periti» della divisione Emittenti di Angelo Apponi e della divisione Corporate governance di Marcello Bianchi, ma il presidente Giuseppe Vegas potrebbe chiamare a raccolta i commissari già oggi per prendere coscienza della lettera intercettata dalla Procura. Saranno inoltre presto sentiti sia Ligresti sia Nagel.
In Piazzetta Cuccia si assicura comunque che si tratta soltanto di un elenco di desideri, scritto a penna, che Ligresti ha espresso senza però ottenere alcun risultato. Di certo è curioso che la missiva, datata 17 maggio e quindi antecedente ai paletti Consob, fosse custodita nella cassaforte di Cristina Rossello nella veste di fiduciaria. Il legale, che oltre a essere segretario del patto di sindacato di Mediobanca, in passato aveva assistito Jonella Ligresti e che sarebbe vicina alla stessa Palladio. In ogni caso si tratta dell'ultimo attacco frontale dei Ligresti al sistema Mediobanca.