Parmalat, è caos totale sulla nomina dei sindaci

Non c'è pace in casa Parmalat. Mentre sullo sfondo magistratura e Consob proseguono le proprie indagini sull'acquisizione di Lag, la controllata statunitense di Lactalis, sale la tensione in vista della prossima assemblea del 22 aprile. Terreno di scontro, questa volta, è la nomina del collegio sindacale.
Le minoranze, infatti, sono intenzionate a conquistare, come loro diritto, un posto nell'organo di controllo, e non accettano che il cda tenti di prevalere. E così è già iniziata la bagarre.
Azione Parmalat, associazione di minoranza che in più di un'occasione ha fatto da cane da guardia delle vicende societarie, ha presentato le candidature del suo presidente Marco Pedretti e del commercialista Massimo Trasatti.
Una proposta in linea con la legge visto che la carica di presidente del collegio sindacale e del suo eventuale supplente spetta alle minoranze. Peccato che anche il consiglio di amministrazione di Parmalat abbia pensato di proporre un proprio candidato per la presidenza mettendolo nero su bianco nella relazione per l'assemblea. Si propone, infatti, la conferma di Michele Rutigliano, subentrato a fine dicembre a Mario Stella Richter e a suo tempo eletto sindaco supplente dalla lista presentata da Assogestioni.
Un atto che sta facendo infuriare parte delle minoranze e che potrebbe richiamare l'attenzione della Consob. Azione Parmalat contesta, infatti, che il cda possa dire la sua nella scelta del proprio organo di controllo. Il rischio che tutta la vicenda finisca sul tavolo di Giuseppe Vegas è concreto e sembra ricalcare ciò che avvenne lo scorso anno sul tema dell'aumento dei compensi proprio del collegio sindacale. Anche in quel caso fu Azione Parmalat a sollevare un polverone e la Consob bloccò tutto.
Se si arriverà senza farsi male all'assemblea del 22 aprile, ciò che resta da capire è come si schiereranno in toto gli azionisti di minoranza, considerando che anche dai francesi sarebbe attesa una proposta per il consiglio dei sindaci.
Azione Parmalat ha solo 6mila azioni, ma è forte dei successi ottenuti in passato e, attraverso la raccolta delle deleghe, punta a rastrellare consensi. In particolare quello di Amber (1,9%). Il fondo che ha aperto lo scontro su Collecchio, con un esposto alla Consob, potrebbe non avanzare candidature e appoggiare Azione Parmalat. Molto dipenderà da cosa accadrà nei prossimi giorni. Si è alzato, infatti, in queste ore il pressing della magistratura che ha inibito i sindaci Alfredo Malguzzi e Roberto Cravero dalla partecipazione alle sedute del collegio sino alla prossima assemblea. E soprattutto ha nominato un commissario ad acta per verificare se i 730 milioni pagati per l'acquisizione di Lag rappresentino un valore congruo.
Non è escluso che in questa delicata fase l'assemblea possa essere addirittura rinviata. Per Lactalis, diventata padrona di Parmalat due anni fa con un'Opa da 3,5 miliardi di euro, le grane, insomma, sono appena cominciate.