Parmalat, sull’acquisto Usa Lactalis batte i fondi Amber entra in consiglio

Parmalat, il no dei fondi non basta a evitare l’operazione Lactalis Usa: metà del «tesoretto» da 1,5 miliardi accumulato dall’ex commissario Enrico Bondi grazie ai risarcimenti delle banche coinvolte nel crac verrà così utilizzata dalla controllante francese, che ha l’83% del capitale di Collecchio, per comprare le attività della propria controllata americana. «Operazioni infragruppo non corrette nè sul piano formale nè sul piano sostanziale, che sembrano mirate a realizzare più l’interesse della controllante che di tutti gli azionisti», ha attaccato il rappresentante di Amber, da poco salita all’1,97%, prima di votare contro il bilancio, come Labrusca Fund Global, che ha definito il prezzo dell’acquisizione, 904 milioni di dollari, ovvero 600 milioni di euro, «completamente privo di senso». A difesa della contestata operazione - finita anche sotto la lente della Consob, insieme al «cash pooling» che accentra la cassa in Francia - è intervenuto il presidente Franco Tatò: «È un buon affare, 600 milioni sotto il materasso rendono meno che un’operazione industriale. Le comunicazioni della procedura sono state seguite dalla Consob in modo persino ossessivo». Quanto al «cash pooling», ha detto ancora, «migliora il dividendo del 10% e l’ebitda del 15%». Quindi, via libera al bilancio e al nuovo cda, che resterà in carica tre anni: confermati Tatò alla presidenza e l’ad Yvon Guerin, eletti i primi nove nomi della lista di maggioranza presentata da Sofil, con la new entry Gabriella Chersicla (indipendente), ma anche i primi due esponenti della minoranza presentata da Amber Capital, Umberto Mosetti e Antonio Aristide Mastrangelo.