Parte l'Ops Cairo su Rcs Ma Piazza Affari punta tutto sul rilancio

Il titolo sale dell'1,3% e resta sopra l'offerta ma c'è la clausola Brexit. Divisi gli analisti

Cinzia Meoni

Con l'avvio ieri dell'offerta di scambio su Rcs di parte di Cairo (0,12 titoli Cairo Com per ogni azione della società milanese), è ufficialmente iniziata la guerra per l'editore di Via Solferino. Tra una settimana esatta, lunedì 20 giugno, a partire sarà invece l'offerta di International Media Holding, la cordata formata dai soci storici di Rcs (Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e UnipolSai cui fa capo il 22,6% del capitale del gruppo) e capitanata Andrea Bonomi che valuta il gruppo 0,7 euro per azione. Nulla è scontato anche se, per ora, l'offerta di Cairo, valutando Rcs 0,51 euro per azione, appare in svantaggio. Il mercato chiede di più. Entrambe le proposte, infatti, sono inferiori alla media dei target price fissati dai broker nell'ultimo periodo (0,81 euro) e alla valutazione rilasciata da tre esperti indipendenti consultati dal cda di Rcs (0,95 euro per azione). Anche per questo motivo si scommette su possibili rilanci. Rcs ha quindi chiuso la seduta a 0,78 euro, in rialzo dell'1,3%, ben al di sopra di quanto offerto dai due contendenti in gara, Cairo invece è affondato e ha lasciato sul campo il 5,5% a 4,25 euro.

Il patron de La7, attualmente impegnato in un roadshow tra gli investitori istituzionali per spiegare il suo progetto industriale, ha tempo fino a venerdì 17 giugno per aumentare l'offerta. Finora ha sempre smentito di volerlo fare. Ma mai dire mai. Da un lato infatti c'è chi sottolinea come comunque Cairo possa contare su un bilancio solido e su una cassaforte particolarmente ricca di 106 milioni di euro. «Cairo dovrebbe almeno posticipare la chiusura della sua offerta per rispettare la scadenza di quella di Investindustrial, il 15 luglio (rispetto alla scadenza dell'Ops prevista per l'8 luglio ndr)» commenta Banca Akros. Altri ritengono che l'imprenditore possa decidere di allearsi con un fondo o, più concretamente, di alzare l'offerta di concambio, magari a 0,16 titoli Cairo per ogni azione Rcs. Più scettico Vincenzo Longo di IG secondo cui «Cairo potrebbe certamente rilanciare e superare le condizioni dell'Opa di Bonomi. Lo spazio c'è. Ma non ritengo che abbia senso: già così reputo Rcs valutata a premio rispetto al settore e con prospettive di business quanto meno grigie». A minare la partita sul Corriere potrebbe però essere la Brexit: entrambi i prospetti informativi contengono la condizione cosiddetta «Mac», che subordina l'efficacia dell'offerta al mancato verificarsi di avvenimenti negativi. Come l'eventualità che il Regno Unito nel referendum del 23 giugno possa decidere di uscire dalla Ue.