Parte Unipol-Fonsai: l'Ivass dà il via libera

L'Ivass ha rilasciato l'autorizzazione all'operazione di fusione per incorporazione in Fondiaria-Sai di Unipol Assicurazioni, Premafin Finanziaria «ed eventualmente di Milano Assicurazioni, ove l'assemblea di tale società lo deliberi». È arrivata a sorpresa nella tarda serata di ieri il verdetto dell'Authority assicurativa, ora entrata nella sdfera di competenza di Bankitalia e guidata dal dg di Palazzo Koch Salvatore Rossi.
Un esito imprevisto anche nel quartier generale della compagnia bolognese che fa capo alle Coop: l'ad Carlo Cimbri è stato colto un po' in contropiede, ma alla fine è soddisfatto. L'iter per la fusione è stato, infatti, abbastanza travagliato. Non solo nella fase preparatoria caratterizzata dal confronto tra Unipol da una parte e Sator-Palladio dall'altra, ma anche in quello dell'iter autorizzativo. La richiesta all'Authority, infatti, era stata presentata alla fine del 2012, ma il termine di 120 giorni era stato sospeso a febbraio in base alla richiesta di nuova documentazione (e di nuove ispezioni a Fonsai,Milano e Premafin)che è stata fornita dal gruppo presieduto da Pier Luigi Stefanini solo a maggio. Una circostanza che lasciava pensare pensava che l'Ivass avrebbe utilizzato tutto il tempo ancora a sua disposizione fino alla scadenza del 19 agosto. Anzi, alcuni rumor provenienti da ambienti romani sottolineavano che l'Autorità avrebbe potuto chiedere un'altra proroga.
La fusione, si legge nella nota dell'Ivass, rappresenta la seconda fase attuativa del progetto di integrazione tra i gruppi Unipol e Premafin/Fonsai, finalizzato a sanare le carenze di solvibilità corretta del gruppo Fonsai e della controllante Premafin a suo tempo contestate dall'Istituto. Sulla base della normativa vigente, prosegue il comunicato l'attività di vigilanza «è stata diretta ad accertare il rispetto del principio di sana e prudente gestione e il possesso da parte della società incorporante, una volta attuata la fusione, di un adeguato margine di solvibilità».
«Le condizioni per il rilascio dell' autorizzazione sussistono anche qualora Milano non partecipi all'operazione di fusione», si legge nella nota. L'assemblea degli azionisti di risparmio (tutte le assise saranno convocate a settembre)è ancora in bilico e potrebbe far saltare le nozze a quattro limitandole a tre soggetti. In quel caso la Milano resterebbe una scatola vuota perché marchio e un portafogli da 1,7 miliardi sono in via di dismissione.
L'Autorità, infine, ha inviato a Fonsai una lettera con cui sono stati richiesti «interventi in tema di governance, adeguati criteri nella distribuzione degli utili, rafforzamento di procedure e controlli in talune aree, inclusi gli investimenti in titoli strutturati e il rischio di riservazione». roseguirà la propria azione di vigilanza con un intenso vaglio della situazione del gruppo e dell'attuazione delle iniziative richieste».