Patuano (Telecom): «No all'aumento» Sawiris all'attacco

A volte ritornano. È il caso di Naguib Sawiris che in una intervista all'agenzia Bloomberg ha dichiarato di essere nuovamente pronto a entrare in Telecom. Ora all'appello mancano solo i cinesi di H3g, ossia Li Ka Shing, il tycoon proprietario di Hutchison Wahmpoa che in Italia ha pesantemente investito nella telefonia mobile con l'operatore «3», mentre il piano presentato nel novembre 2012 dall'ex presidente di Telecom, Franco Bernabè, potrebbe tornare attuale. Per ora si è fatto avanti solo Sawiris, a livello informale però, tanto che l'ad Marco Patuano ha smentito qualunque trattativa. Patuano ha anche smentito lo studio di un aumento di capitale di Telecom, che si renderebbe necessario in caso di non vendita di Tim Brasil. Il risultato è che il titolo, ieri, si è apprezzato (+2,5%) dopo le pensanti perdite di venerdì innescate dalla paura di crisi finanziaria dei Paesi dell'America latina, come l'Argentina che però potrebbe contagiare anche il Brasile.Sawiris, però, sembra giocare su due fronti. Da un lato c'è Telecom, dall'altro una sua possibile offerta su Tim Brasil, voce riportata da un quotidiano brasiliano. In realtà le due offerte sono complementari, in quanto Sawiris sarebbe pronto a entrare in Telecom solo a due condizioni: ossia che Telefonica esca dalla compagine azionaria della società e che le attività in Brasile non siano vendute.
«Non ha senso che Telecom ceda il Brasile, perché si ridurrebbe a un operatore regionale focalizzato solo sull'Italia. Ma se decideranno di vendere - ha però ribadito - sono interessato a fare un'offerta». Secondo la stampa brasiliana, Sawiris sarebbe alla testa di un gruppo di investitori disposti a pagare 20 miliardi di euro per la controllata brasiliana di Telecom. Ma gli analisti restano prudenti e parlano di valutazioni per Tim Brasil intorno agli 8-10 miliardi di euro. «Telecom Italia invece - ha spiegato Sawiris - avrebbe bisogno di un aumento di capitale da 3-4 miliardi di euro». Aumento che gli attuali azionisti, ossia Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali non hanno certo voglia di effettuare, come ha ribadito ieri l'ad di Intesa, Carlo Messina. Da registrare che, ed è la prima volta, il governo ha fatto sentire la sua voce sulla vicenda. «Sulle partite che riguardano gli aspetti strategici italiani, Telefonica si muoverà in accordo con il governo», ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, il quale ha parlato di Telecom nell'incontro avuto con il ministro dell'Industria spagnolo, Jose Manuel Soria. Telefonica da parte sua ha annunciato ieri un ricorso al Cade, l'Antitrust brasiliana che ha imposto un termine di 18 mesi per la vendita degli asset nel paese per conflitto di interesse con l'acquisto della maggioranza di Telco, la holding che controlla Telecom. Ma l'unica certezza, al momento, è il cda del 6 febbraio dove saranno prese decisioni che pongono restrizioni sulle regole per la vendita di Tim Brasil e sulla governance della società.