Peggiora la fiducia delle imprese italiane

RomaPeggiora la condizione delle nostre imprese, a causa della recessione e della difficoltà di accesso al credito, soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie aziende. Il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d'Italia conferma il legame causa-effetto tra la contrazione dell'attività economica e i rischi per la stabilità finanziaria. Sulle imprese pesa anche l'accumulo di crediti commerciali nei confronti delle amministrazioni pubbliche: per questo motivo «è urgente la rapida attuazione» del provvedimento di restituzione di 40 miliardi di euro.
Il quadro sfavorevole per le imprese, viene confermato dall'Istat: il clima di fiducia delle aziende italiane è sceso in aprile a 74,6 da 78,5 di marzo. È il dato peggiore dal lontano 2003.
L'offerta di credito alle imprese si sta ancora riducendo, frenata sia dal rallentamento della domanda sia dalla «rischiosità dei debitori». Per le piccole imprese le tensioni sono accentuate dalla difficoltà di accedere a fonti di finanziamento alternative al credito bancario.
A differenza delle aziende minori, quelle di dimensioni medio-grandi hanno fatto fronte al credit crunch con emissioni lorde di obbligazioni per 32 miliardi di euro nel 2012.
Bankitalia non vede particolari criticità per il pagamento dei ratei di mutui casa da parte delle famiglie, che riducono sia le attività finanziarie sia l'indebitamento. In questo caso le sofferenze restano «contenute», mentre aumentano i rischi per i crediti al consumo e quelli personali. Nelle aziende si registra, invece, una «tensione crescente», con un aumento delle sofferenze che riguarda particolarmente il settore delle costruzioni. Le perdite sui crediti frenano la redditività delle banche. In ogni caso, Via Nazionale rileva che, se calcolati con criteri analoghi a quelli utilizzati a livello internazionale, «i prestiti deteriorati delle banche italiane risulterebbero inferiori a quelli desumibili dai dati di bilancio».
La posizione patrimoniale dei nostri istituti si rafforza, con un core tier 1 ratio dei principali gruppi aumentato al 10,5%. Torna su valori positivi, inoltre, la redditività delle assicurazioni.
Nel rapporto si rileva, infine la ripresa degli acquisti di Btp dall'estero, con rendimenti in calo ai minimi del decennio. In questi primi mesi del 2013, il Tesoro ha già fatto fronte al 40% del rifinanziamento dell'intero anno.