Pensioni: ecco quanto prenderà chi lavora oggi

Secondo la Ragioneria generale dello Stato, chi andrà in pensione nel 2050 avrà un assegno pari all'83,1 per cento

Come saranno le pensioni del futuro? Mentre il governo con affanno prova a trovare una soluzione dopo la sentenza della Consulta, in tanti provano a capire a quanto possa ammontare l'assegno pensionistico di chi lavora oggi. Secondo alcuni dati forniti dalla Ragioneria generale dello Stato, chi andrà in pesnione nel 2050 avrà un assegno pari all'83,1 per cento dell'ultima retribuzione.

Per avere queste cifre bisogna lavorare per 40 anni e aver raggiunto i 60 anni di età. Di fatto un ragazzo dovrà lavorare molto di più per avere la stessa pensione dei genitori. Con il cambio del sistema retributivo in contributivo per tutti coloro che hanno cominciato a lavorare dopo il 1995 la pensione non verrà erogata con una retribuzione differita, ma sarà il risultato dei contriubuti versati durante la carriera. I ragazzi non hanno scelta: per ottenere una buona pensione bisogna lavorare in modo costante e con uno stipendio alto. Non facile in tempi di crisi. A complicare il quadro c'è anche la revoca dell'integrazione al minimo, ovvero un assegno di circa 500 euro per chi non sia riuscito ad accumulare i contributi necessari per una pensione.

Commenti

caron_dimonio

Gio, 21/05/2015 - 14:26

Pensione calcolata sull' ultima retribuzione? Si torna agli anni '90 ?

Blueray

Gio, 21/05/2015 - 16:26

Pensionato retributivo con 41,25 anni di lavoro, uscito a 65. Mutuando il metodo di calcolo della Ragioneria generale io sono uscito col 77,9% dell'ultimo stipendio lordo, quindi molto meno dei futuri contributivi del 2050 di cui si parla nell'articolo. Allora dov'è il contrasto generazionale, i lavoratori di oggi che ce l'hanno su con i retributivi, i figli che non avranno lo stipendio dei padri, le minacce di agire sulle pensioni retributive (considerate più alte) e tutte le balle che ci raccontano per fregare soldi sempre agli stessi, in un mare di falsità, ignoranza e ipocrisia da fare schifo?

Libertà75

Gio, 21/05/2015 - 16:44

Ma da dove tirano fuori l'83%? Ora pure loro danno i numeri? Si sa bene che la riforma Dini prevedeva a regime un 70% medio. Il dato dell'83% è l'ennesima verità a modi "Renzi"! In pratica, solo chi ha un lavoro ben remunerato fin da inizio carriera e non muta la sua posizione retributiva potrà riscattare quell'indice. Se una persona, invece, migliora la sua posizione nel tempo (per esempio i primi 20 anni a 1000 euro medi i secondi 20 anni a 1500 euro medi) allora la percenutale "pensione" su "reddito da lavoro" scende e oscilla tra il 60 e 70%. La verità ha numeri che nessuno può nascondere!