Pensioni, ecco il testo del decreto dopo la sentenza della Consulta

Dopo giorni di indiscrezioni e di annunci, adesso arriva la verità: il decreto sui rimborsi per le pensioni dopo la sentenza della Consulta è pronto

Pensionati in attesa in un ufficio dell'Inps

Dopo giorni di indiscrezioni e di annunci, adesso arriva la verità: il decreto sui rimborsi per le pensioni dopo la sentenza della Consulta è pronto. Il testo è stato pubblicato da affaritaliani.it e di fatto mette nero su bianco le decisioni del governo. Al primo comma viene indicato a chi spetterà il rimborso al 100 per cento: "La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall'articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e 2013, è riconosciuta nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato". Poi tocca a chi avrà un rimborso del 40 per cento:

"Nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato". Stesso trattamento per chi ha diritto al 20 per cento. Questo tipo di rimborso riguarda "i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato".

A questo punto tocca a chi avrà il 10 per cento. Il provvedimento spetta a chi ha trattamenti pensionistici "complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato". Infine il decreto chiarisce anche chi è escluso: "Non è riconosciuta per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi".

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Gio, 21/05/2015 - 16:31

Renzi e compagni di governo : ladri!

ilgrecista

Gio, 21/05/2015 - 17:04

La costituzione e' cambiata, nuovo articolo. i cittadini possono essere distinti per fasce d redito

g-perri

Gio, 21/05/2015 - 17:14

Aspettiamo ansiosamente di vedere un decreto con le tabelle di riduzione analoghe per i vitalizi di tutti i politici e boiardi vari. Aspettiamo ansiosamente anche un decreto (ma nessuno ha il coraggio di farlo) che faccia sparire le pensioni mensili equivalenti a 50 volte il minimo INPS di cui godono noti personaggi che portano a casa anche lo stipendio di giudice costituzionale.

Ritratto di gattofilippo

gattofilippo

Gio, 21/05/2015 - 17:28

Class action inevitabile.

filgio49

Gio, 21/05/2015 - 18:12

Ai comunisti... niente rimborsi! Loro hanno gia' avuto quando sono andati a votare le primarie.

SILVIOS

Gio, 21/05/2015 - 18:45

Non avevo dubbi sulla presa per i fondelli perlomeno sulle pensioni "medie".

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Gio, 21/05/2015 - 23:43

Ora i poveri e i ricchi si distinguono da quando prendono di stipendio o di pensione non più dal reddito complessivo. Quindi un pensionato con 13 mila euro annui di pensione(netta), ma con un reddito totale di 50 mila euro annui è più povera di uno che percepisce 20 mila euro annui di sola pensione! Complimenti a Renzi e alle sue leggi eque. Si ripassi l'Art. 53 della Costituzione: Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. (...quindi non lo stipendio o tantomeno la pensione, ma la capacità contributiva, ergo il reddito complessivo)!