Pensioni, Nannicini: "Tre soluzioni per l'uscita anticipata"

Il sottosegretario Nannicini presenta le tre opzioni che sta studiando il governo

"Per le pensioni anticipate è possibile un piano di interventi calibrati su tre tipologie. Potrebbe essere leggermente penalizzato chi esce spontaneamente, mentre si dovrebbero prevedere aiuti ai disoccupati. Per le ristrutturazioni, invece, potrebbe pagare l’azienda". Lo dice in un’intervista al Messaggero il sottosegretario Tommaso Nannicini, spiegando che "al momento è solo una delle ipotesi allo studio, ma potrebbe far quadrare il cerchio tra flessibilità e sostenibilità della finanza pubblica. Ci sono tre categorie. La prima è quella delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini. La seconda è quella di chi ha necessità di andare in pensione anticipatamente, in quanto ha perso il lavoro e non ha ancora i requisiti d’uscita. La terza categoria sono i lavoratori che l’azienda vuole mandare in pensione prima per ristrutturare l’organico aziendale", spiega Nannicini.

"Si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni. In questo schema - prosegue - la prima categoria può andare in pensione ma con una penalizzazione leggermente più forte. Alla seconda categoria la penalizzazione gliela paga in buona parte lo Stato. Per la terza sono le aziende a coprire i costi dell’anticipo. In sintesi non sarebbe lo Stato a versare l’anticipo, ma si limiterebbe a coprire una parte dei costi con un’assicurazione a garanzia del rischio morte". Nell’intervista il sottosegretario esclude un intervento sulle pensioni di reversibilità. Sulla possibilità di estendere alle pensioni minime il bonus da 80 euro già quest’anno, "da qui alla fine della legislatura, entro il 2018, il governo interverrà per sostenere le pensioni più basse. È ancora presto però per indicare la formulazione tecnica".

Commenti

pedromas

Mer, 27/04/2016 - 10:17

L'INPS è stata una banca per tutti coloro che hanno rubato, politici e non ora basta vogliamo i nostri soldi indietro come risarcimento e lo stipendio lordo cosi ce lo gestiamo noi e se lo sputtaniamo...sono soldi NOSTRIIIIII

unosolo

Mer, 27/04/2016 - 10:50

forse la vedo male ma sembra quasi che lo Stato sia disponibile a mandare in pensione i ministeriali facendosi carico di pagargli la differenza , certamente il privato sarà castigato , non si crea occupazione pagando per anticipare il pensionamento ma abbassando le ritenute sul lavoro e sui redditi , mi dispiace ma sembra quasi che questo governo miri solo a far salire il debito .,

gianfranco56

Mer, 27/04/2016 - 11:27

"La prima è quella delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini" Questa mente di Nencini, mi faccia capire. E i nonni, dove li mettiamo? Volete forse discriminare? Io sono un neo nonno e se potessi anticipare la pensione, anche con una diminuzione, mi dovrei occupare di mio nipote per aiutare mia figlia nel lavoro. Caro Nencini, le pare una cosa giusta? Oppure dobbiamo sempre proteggere le donne come i "panda" animali in estinzione? :-)

giuseppe18021955

Mer, 27/04/2016 - 14:01

Santo cielo, mai che non si faccia ricorso alla demagogia. "la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini" che vuol dire? quale sarebbe il criterio, essere nonna? Se avendo 61 anni,decido di andare in pensione prima,ancorchè penalizzato, posso farlo o devo essere di sesso femminile ed neononno?

Blueray

Mer, 27/04/2016 - 16:18

A me questi soloni che disquisiscono di pensioni sembrano scesi da Marte. Poniamo il caso 2, uno ha perso il lavoro. Ma il lavoro si può perdere per scarso rendimento, per ripetute prove di incapacità, per aver dato del cxxxxxo al capo e aver manifestato giudizi negativi sull'azienda, per aver commesso atti non consoni con la condotta del privato o pubblico dipendente. E la pensione gliela paga lo Stato? La casistica è infinita. Che senso ha continuare a far regali pur di mandar via la gente prima? Non è bastato l'esempio della prima Repubblica? In secondo luogo le persone vogliono pensioni dignitose, non andarsene prima con riduzioni su un montante contributivo già di per sé striminzito. Non è prioritario eliminare il rischio di erosione da Pil negativo sul montante contributivo di chi rimane piuttosto che mandar via la gente prima?

Ritratto di wilegio

wilegio

Mer, 27/04/2016 - 17:02

Mi scusi, sottosegretario, ma, secondo lei, una che lavora nel privato non può fare la nonna? Essere nonni è forse un diritto esclusivo dei pubblici dipendenti? Ma si rende conto di cosa sta dicendo?