Petrolio e gas, un tesoro che l'Italia non sa sfruttare

L'Italia è uno dei pochi Paesi che non sfrutta appieno le proprie risorse energetiche. Esiste, infatti, un vero tesoro nascosto sotto i fondali del Mediterraneo: petrolio e gas. Tesoro che, se sfruttato a dovere, e per quanto riguarda il solo gas, coprirebbe gran parte del fabbisogno nazionale (circa la metà, 30 miliardi di metri cubi, è custodito nell'Alto Adriatico). Tutto questo è considerato benessere, prosperità, lavoro e crescita. E allora, perché in Italia le attività estrattive vengono ostacolate?
Capita, infatti, che il petrolio e il gas italiano - soprattutto nell'Adriatico e nel Tirreno - siano sfruttati dai nostri confinanti. Non è un mistero che il settore Oil & Gas, molto appetibile, attiri importanti investimenti. La recente risoluzione approvata dalla Commissione permanente del Senato, impegna di fatto il governo a una moratoria sulle esplorazioni petrolifere nei mari nazionali.
Intanto Edison, nel mezzo di questa disputa, ha annunciato l'avvio della produzione del giacimento croato «Izabela» (partecipato al 70% in joint venture con la compagnia petrolifera croata Ina). L'entrata in produzione del campo rafforza l'interesse del gruppo per il bando di gara del governo croato per nuove licenze esplorative in Adriatico. Sul piatto un investimento ulteriore rispetto al miliardo di euro in tre anni già previsto in Italia.
«Il costante e produttivo dialogo con Ina - dice Nicola Monti, vicepresidente esecutivo di Edison E&P - ha portato a una soluzione di reciproca soddisfazione in un momento di rinnovata attenzione per l'upstream croato. L'avvio della produzione del campo di “Izabela” testimonia le competenze del gruppo nel settore dell'esplorazione e produzione, e rafforza la strategia di crescita di Edison in Croazia soprattutto alla luce della gara per le nuove licenze esplorative nel Mar Adriatico».
Il giacimento - a 50 chilometri da Pula - ha riserve stimate di 1,4 miliardi di metri cubi di gas e, a regime, produrrà 280 milioni di metri cubi di gas l'anno. La produzione è affidata a due piattaforme estrattive (Izabela Nord e Izabela Sud), installate su un fondale a 37 metri di profondità, mentre il trattamento e la compressione del gas avvengono nelle piattaforme «Ivana» A e K, operate da InAgip (joint venture Ina-Eni) e collegate agli impianti di «Izabela» attraverso una condotta di 26 chilometri. Grazie ai collegamenti già esistenti tra Croazia e Italia, Edison convoglia sul mercato italiano una quota di gas pari al 50% della produzione. Grazie a «Izabela», la Croazia diventa per Edison il quarto Paese produttore dopo Italia (Canale di Sicilia e Fascia adriatica), Egitto e Regno Unito, a conferma della strategia di crescita del gruppo nel settore degli idrocarburi.

Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 12/07/2014 - 17:04

tutti sanno come nello Ionio ci sia una montana di petrolio: ma la grande sorella ha gia detto di no: l' italia non deve accedere a queste riserve ed al massimo solo la Francia ha il diritto di sfruttamento con qualche dubbio ora che il presidente non si adatta ad un aperto collaborazionismo: sfruttare queste riserve significherebbe rischiare di mettere l' italia in grado di diventare i dieci anni competitiva sul mercato europeo : cosa insopportabile per la grande sorella che rischierebbe in questo caso di ritrovarsi con un culetto inclassificabile cone culone: i petrolio di quel mare deve essere messo a disposizione dei paesi nord africani che con moderne tecniche di sfruttamento potrebbero effettivamente arrivare ad ottenerne lo sfruttamento.