Petti, cresce il pomodoro a «chilometro zero»

Firmato con Asport e Ctt il contratto di rete a tutela di filiera e territorio

Anna Muzio

Il pomodoro italiano, base di tanti piatti nazionali che hanno conquistato il mondo, è finito negli ultimi anni sotto i riflettori. Perché non sempre ciò che sembra Made in Italy lo è. Secondo la denuncia della Coldiretti, nel 2015 sono aumentate del 680 per cento le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina, che hanno raggiunto i 70 milioni di chili.

Ed è proprio sulla provenienza certificata dell'oro rosso della nostra cucina, punta il gruppo Petti, che utilizza una materia prima non solo italiana, ma toscana (è coltivato tra Val di Cornia, Val di Chiana, Grossetano, Maremma, campagne senesi e pisane), ed è certificata dal marchio Agriqualità rilasciato dalla Regione Toscana.

L'azienda ha raggiunto il 5% di quota di mercato, una distribuzione ponderata del 65% e una crescita a doppia cifra che sfida la crisi vissuta dal mercato dei rossi. Forse anche perché guarda avanti e propone, in un campo che non brilla per innovazione, nuove referenze, che strizzano l'occhio al consumatore gourmet.

L'azienda livornese ha presentato due novità in occasione di una serata milanese allo spazio Just Cavalli, sotto la storica Torre Branca di Parco Sempione, che per l'occasione è stata vestita di luci rosse. La prima è Rosso Toscano, il primo contratto di rete ideato in Italia per valorizzare la filiera delle conserve di pomodoro e a sostegno del pomodoro toscano da industria, frutto di un accordo firmato da Asport, Associazione dei produttori ortofrutticoli toscani e Ctt, Consorzio trasportatori toscani.

La tracciabilità della materia prima esclusivamente toscana, la lavorazione a bassa temperatura che preserva il sapore e il colore rosso vivo del pomodoro fresco come appena raccolto e la scelta di puntare sul biologico sono state sicuramente le chiavi del nostro successo ha spiegato Pasquale Petti, che insieme con il padre Antonio è alla guida dell'omonimo Gruppo.

La crescita del gruppo riguarda anche la Comunicazione aziendale, che punta all'origine, sottolinea la produzione a chilometro zero e ha scelto come testimonial un personaggio che più toscano (anzi livornese) non si può: l'attore Paolo Ruffini, protagonista insieme con Ariadna Romero e Cristina Marino di due spot con la regia di Alessandro Genovesi, realizzati dall'Agenzia Aldo Biasi Comunicazione e con la casa di produzione Gothacom. Sono in onda dal 26 novembre sulle reti Rai e Mediaset, e su Sky all'interno del programma MasterChef Italia. La campagna stampa è firmata dal fotografo Mario Ermoli.

Commenti

unosolo

Lun, 05/12/2016 - 13:30

Petti una garanzia , da mesi lo uso ed è ottimo , lo stesso Nome PETTI un fruttato di qualità , vivo a Roma è l'HO trovato nella IPERCOP e da un mesetto anche al CARREFOUR di tor Vergata , finalmente ! buon lavoro ITALIA !