Più trasparenza su Alitalia

Per la vendita di Alitalia non è arrivata alcuna offerta soddisfacente entro il giorno fissato. Nuovo rinvio: perlomeno di sei mesi. Cessione in autunno? Non ci giurerei. L'unica cosa certa in quella stagione saranno le foglie in caduta dagli alberi. Intanto ecco una nuova proroga del prestito ponte che lo Stato ha concesso alla compagnia: per la restituzione dei 900 milioni se ne parlerà a fine anno. Alcuni scrivono che non sono stati utilizzati. La Ue è pronta a aprire una procedura formale per aiuti di Stato. Insomma, nulla torna.

Chi si è fatto avanti per l'acquisto pretende che prima Alitalia venga ristrutturata (in primis alleggerita di quasi metà del personale: 4mila esuberi). Se così fosse, forse non converrebbe più venderla. Una cosa è certa: nessuno la vuole comperare per davvero, semmai singoli pezzi. Ma allora che gara è? Sorge un legittimo dubbio e qualche quesito: nei documenti che invitano a formulare le proposte di acquisto che cosa c'è scritto? Quali caratteristiche vengono indicate del «prodotto Alitalia»? I potenziali acquirenti vengono informati dettagliatamente su tutto ciò che riguarda l'oggetto posto in vendita: trasparenza più assoluta. Il pasticcio che si sta creando intorno alla vendita di Alitalia è imbarazzante. Nell'assenza di tutti i doverosi elementi identificativi che chi vende è chiamato ad assicurare. Ma la trasparenza non può mai essere un optional. Eppure, per una partita delicata come Alitalia, sembra proprio che si sia scelta una direzione opaca. Altrimenti non si spiegherebbero i continui distinguo, le proposte di acquisto di singoli pezzi dell'ex compagnia di bandiera e altre amenità.

Il cittadino/contribuente ha il diritto di conoscere; di pretendere un'informazione senza più reticenze; di leggere note ufficiali tutti i mesi. Alitalia che fa sconti a tutti, guadagna o continua a perdere? e quanto? Basta con i vuoti, d'aria!

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