«Piano Mps a febbraio, con lo Stato siamo al sicuro»

«Il Dl banche darà serenità al settore. I 20 miliardi sono del tutto sufficienti

Il Monte dei Paschi presenterà a inizio febbraio il piano di ristrutturazione necessario a ottenere il supporto dello Stato. Per poi attendere il semaforo verde della Commissione Ue che dovrà esprimersi nel giro di qualche settimana. Il paracadute pubblico da 6,6 miliardi (compresi gli indennizzi ai titolari retail di obbligazioni subordinate) potrà dunque aprirsi solo a marzo. Lo ha detto ieri Carmelo Barbagallo, capo del Dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria di Banca d'Italia, nel corso di un'audizione in Senato.

In realtà quello di Barbagallo è più un auspicio: «Non è possibile dare una data precisa dell'ingresso dello Stato nel capitale in quanto bisogna aspettare la valutazione della Bce sul piano di ristrutturazione. Speriamo che il piano possa essere presentato agli inizi di febbraio», ha spiegato, ricordando che Francoforte sta conducendo l'ispezione sul rischio creditizio di Mps.

Fonti vicine alla banca senese fanno sapere che una bozza preliminare da cominciare a discutere potrà esserci nei tempi sperati da Palazzo Koch, ma il piano vero non sarà pronto prima della fine del mese prossimo.

Ieri, intanto, sia Bankitalia sia l'Abi hanno promosso a pieni voti il decreto il cui esame al Senato è stato avviato il 10 gennaio. L'intervento statale a sostegno del capitale delle banche «mira a evitare che le difficoltà ipotetiche di un intermediario che emergono da un esercizio di stress test si traducano in difficoltà effettive, con conseguenze per l'intermediario stesso e per la stabilità del sistema finanziario», ha osservato Barbagallo. I 20 miliardi di dotazione del decreto banche sono sufficienti per il capo della vigilanza. «Allo stato l'unica erogazione di fondi nota è quella di Mps che dovrebbe attestarsi intorno a 6,5 miliardi o qualcosa di più. Quindi rimane un ammontare piuttosto importante e, considerata la dimensione relativa dell'istituto senese rispetto alle altre banche che possono avere problemi, direi che è totalmente sufficiente». CC

Commenti

flip

Mer, 18/01/2017 - 16:44

"bankitalia e abi hanno promosso a pieni voti il decreto..." Per forza l' hanno promosso. Sono loro che hanno imposto, diversi anni fa, al governo dell' epoca ed a quelli futuri questo imbroglio e con ciò se ne sono lavate le mani da qualsiasi responsabilità nei confronti dei loro creditori.