In Piazza Affari Pirelli tiene la strada

Il titolo cede lo 0,4% a 6,47 euro con forti volumi e in una giornata nera per gli indici

Il debutto è stato debole, complice la scelta sfortunata di rientrare in Borsa in una giornata nera per il listino milanese, affossato (-1,4% il FtseMib) dai titoli bancari. Ma la forza dei titoli Pirelli andrà misurata nelle prossime settimane. Dopo una pausa di due anni, le azioni del colosso di pneumatici sono tornate in Piazza Affari scendendo sotto il livello di 6,5 euro del collocamento. Nei primi scambi il titolo è arrivato a perdere il 3% e ha toccato un minimo a 6,28 euro, poi nel corso della seduta ha recuperato gran parte del terreno perso chiudendo quasi in pari, -0,46%, a 6,47 euro. Forti i volumi con quasi 87 milioni di pezzi scambiati, pari a circa il 9% del capitale.

«Vediamo tra qualche mese: nei primi giorni c'è sempre volatilità. Noi sappiamo che l'azienda è solida», ha commentato ieri l'ad Marco Tronchetti Provera. Ricordando anche che Pirelli ha portato a bordo 250 investitori internazionali «di primissimo livello e oltre 30mila risparmiatori italiani, è un cammino che continua». Nessuna preoccupazione, dunque, anche se Tronchetti e gli altri dirigenti chiave del gruppo hanno visto sfumare lo «special award», il bonus (il 2% sul valore della società) previsto qualora la l'azienda avesse raggiunto, un equity value superiore a una certa soglia: i 6,5 miliardi di capitalizzazione ottenuti dal collocamento non sono bastati.

L'esordio sottotono era atteso dagli operatori alla luce dell'andamento del collocamento, con il prezzo fissato nella parte bassa della forchetta proposta agli investitori (6,3-8,3 euro) e dei possibili arbitraggi con altri titoli del settore considerati meno cari, come Continental. Utilizzando il metodo dei multipli tra enterprise value e risultato operativo (Ebit), infatti, il ritorno in Borsa è avvenuto a un ottimo multiplo: 10 contro i 9,1 della sua uscita di due anni fa. Valori che si confrontano con la media di 8,4 dei due competitor Michelin e appunto Continental, e il livello superiore a 12 della sola nordica Nokian. Sugli altri listini europei, Continental e Michelin hanno chiuso in contenuto rialzo, mentre Nokian ha ceduto mezzo punto percentuale.

Stiamo comunque parlando della più grande operazione del 2017 in Europa per capitalizzazione e raccolta: i soci Pirelli hanno messo sul mercato (al lordo della green shoe) il 40% del capitale, raccogliendo quindi 2,6 miliardi. Il valore riconosciuto ieri a Pirelli dal mercato - 6,47 miliardi di capitalizzazione - si avvicina a quello registrato dalla società quando è stata delistata, al netto delle attivitá che sono state scisse dal gruppo, ma con multipli migliorati. L'Opa del 2015 valutava circa 7,3 miliardi l'equity di Pirelli, con un indebitamento netto di 1,2 miliardi. In seguito gli azionisti hanno immesso 1,2 miliardi attraverso un aumento di capitale. Ma in Piazza Affari ieri è rientrata una Pirelli diversa: la compone solo la parte pneumatici premium consumer; senza più il Venezuela che è stato deconsolidato per la situazione critica nel Paese; senza l'area delle gomme industriali, che è confluita in una nuova società Prometeon; e con debito salito a circa 4 miliardi. Aggiustando di conseguenza il perimetro e il debito, i valori impliciti ai tempi dell'Opa lanciata dai cinesi e dai soci italiani di Camfin sarebbero stati pari a un equity di circa 6,6 miliardi.