Piccola e al Centrosud: è l'azienda che dà lavoro

Le piccole imprese si confermano lo zoccolo duro del made in Italy, anche in tempo di crisi: sono proprio loro, infatti, ad avere creato il 64% dei nuovi posti di lavoro, più del doppio rispetto alle grandi aziende. E non soltanto nel «solito» Nordest, anzi: a livello territoriale le Regioni dove le pmi si sono dimostrate più dinamiche sono al Centrosud.
In termini percentuali - come rileva uno studio della Cgia di Mestre - le maggiori variazioni di crescita dell'occupazione si sono avute, infatti, nel Lazio (+17,4%), in Calabria (+14,4%) e in Sicilia (+14%).
Quindi, «visto che le statistiche ci dicono che sono le piccole realtà produttive a creare il maggior numero di posti di lavoro anche nelle aree più svantaggiate del Paese - commenta il segretario Giuseppe Bortolussi - in questo momento così delicato sostenere le piccole imprese vuol dire aiutare l'Italia a uscire dalla crisi economica e, soprattutto, creare le condizioni per ridurre la disoccupazione».
I numeri infatti parlano chiaro: tra il 2001 e il 2011 le piccole imprese hanno creato quasi 457.200 nuovi occupati, le grandi aziende solo poco più di 212.600. Molto contenuto anche il risultato ottenuto dalle medie aziende: nel decennio preso in esame gli addetti nelle imprese tra i 50 e i 249 addetti sono aumentati di 41.354 unità. Dei 711.178 nuovi occupati totali, registrati in questi dieci anni, il 64,3% ha trovato lavoro nelle piccole società con meno di 50 addetti, il 5,8% nelle medie e il 29,9% in quelle grandi.
Ma qual è l'aiuto di cui le «piccole grandi imprese» hanno bisogno?
Soprattutto un intervento deciso per abbassare la pressione fiscale, che stringe il «sistema Italia» come una morsa. «Per uscire dalla crisi abbiamo bisogno di aiutare tutto il mondo delle imprese - conferma il segretario della Cgia, Bortolussi - anche se in questa fase è alle piccole e micro realtà produttive che va rivolta una particolare attenzione. Quelle con meno di 50 addetti sono l'asse portante della nostra economia: costituiscono il 99,5% del totale delle aziende presenti nel nostro Paese e occupano oltre 11 milioni di addetti. Al netto degli addetti del pubblico impiego e dell'agricoltura, il 67% del totale dei lavoratori italiani presta servizio in una piccola o micro impresa. Stiamo parlando di aziende artigiane/commerciali, di piccole imprese e di attività guidate da liberi professionisti che non chiedono aiuti o prebende, ma una pressione fiscale e un peso della burocrazia in linea con la media europea e la possibilità di accedere con maggiore facilità al credito».