Pirelli nel mirino del mercato, il titolo cede il 6%

Pirelli crolla in Borsa dopo l'annuncio, venerdì a mercato chiuso, dello slittamento a novembre del piano industriale per cui, poco più di un mese fa, aveva fissato luogo e data (Londra, 8 maggio). Il titolo della Bicocca è così tornato si minimi dall'estate (-6,3% a 7,7 euro).
La decisione, come ha spiegato la società, è stata presa per «fornire una migliore visibilità sullo scenario di riferimento … tenuto conto che il quadro macroeconomico e di business è in significativa e continua evoluzione, ancor più marcata negli ultimi tempi». Icbpi, nella nota quotidiana, pone l'accento sul fatto che la crisi europea stia impattando perfino il segmento premium dove finora il Vecchio continente primeggiava.
Anche per questo, secondo indiscrezioni, il gruppo di pneumatici starebbe pensando a esportare i prodotti di alta gamma verso i nuovi Eldorado. «La mancanza di visibilità sul mercato europeo (35% dei ricavi e 28% dell'ebit nel 2012) ha reso il mercato timoroso sul raggiungimento dei target aziendali, nonostante Pirelli abbia confermato le guidance sul 2013», sostiene a mezza voce l'analista di una banca. Il gruppo presieduto da Marco Tronchetti Provera dovrebbe chiudere l'anno con un giro d'affari di 6,3-6,4 miliardi (+4/5%), un ebit di 810-850 milioni (+4/9%), una generazione di cassa superiore ai 200 milioni e un debito industriale netto inferiore ai 1,4 miliardi (incluso il salvataggio di Prelios). Ma l'analista non ne è così convinto: «Mi attendo una revisione al ribasso delle stime di consenso sul gruppo». Che la notizia sia negativa è indubbio. Tuttavia, al di là delle reazioni di Piazza Affari, non ha sconvolto più di tanto gli analisti positivi su Pirelli che, d'altro canto, non è nuova a simili mosse (lo stesso accadde nell'aprile 2008). La debolezza del mercato europeo era già nota, per questo «il consenso si è già mosso al ribasso negli ultimi mesi», nota Equita (buy a 10 euro), per cui i target societari sono «raggiungibili» grazie al «trend positivo in LatAm (che genera oltre il 40% dell'ebit), al recente ulteriore calo delle materie prime e, in misura inferiore, al contributo della Russia». Giudizio positivo anche da parte di Cheuvreux (outperform a 10 euro) che sottolinea il trend positivo dell'America Latina e l'economicità del titolo (Pirelli vale 4,9 volte l'ebitda sotto la media storica a 6 vantata dal gruppo). Chi invece era scettico prima, ha colto lo slittamento come una ragione in più per confermare il proprio invito alla cautela. Banca Akros ha un rating a reduce (a 8,3 euro) e Fidentiis sell (a 7,9 euro).