Pirelli riduce l'intervallo: in Borsa tra 6,5 e 6,7 euro per favorire il mercato

Il prezzo per azione era tra 6,3 e 8,3. Così la società va incontro alle richieste di banche e investitori

Pirelli riduce la forchetta di prezzo per il collocamento a 6,5-6,7 euro, rispetto al più ampio margine inizialmente previsto e compreso tra i 6,3 e gli 8,3 euro. A quanto pare le prenotazioni di titoli da parte di fondi e investitori istituzionali avrebbero privilegiato questa fascia di prezzo, arrivando comunque a coprire la colossale offerta (tra i 350 e i 400 milioni di titoli, pari al 35-40% del capitale) già nei primi giorni dell'operazione avviata lo scorso 18 settembre. Gli investitori nel corso del «bookbuilding», ovvero della raccolta di ordini, hanno riconosciuto a Pirelli lo stesso valore di quando la Bicocca è uscita da Piazza Affari nel 2015, dedotte le attività di Pirelli industrial che sono state scisse dalla società degli pneumatici retail di alta gamma in vista del collocamento.

Nel novembre del 2015 la società guidata da Marco Tronchetti Provera era stata ritirata dal mercato con un'Opa da 7,2 miliardi lanciata da ChemChina e dai soci italiani presenti in Camfin. In seguito gli azionisti hanno immesso 1,2 miliardi di risorse attraverso un aumento dedicato e sono quindi arrivati ad attribuire alle due anime della società un valore complessivo di 8,4 miliardi.

Ai prezzi del nuovo range, Pirelli arriverà in Borsa con un capitalizzazione di 6,5-6,7 miliardi di euro, un miliardo e mezzo in meno rispetto alla valorizzazione massima prevista dal prospetto (6,3-8,3 miliardi). In quella che - non va trascurato - rimane l'operazione maggiore dell'anno in Europa e la secondo al mondo dopo Snapchat.

«Le valorizzazioni iniziali del gruppo erano forse un po' ottimistiche rispetto al mercato dell'auto e allo scenario macroeconomico» sostiene Vincenzo Longo di IG che poi aggiunge: «Certo non mi aspettavo un taglio così incisivo della valutazione ma se, come pare gli ordini si sono attestati sulla fascia di prezzo media della forchetta iniziale, la decisione limita le possibili delusioni degli investitori e lascia invece spazio per una ulteriore valorizzazione del titolo una volta avviate le contrattazioni a Piazza Affari». D'altro canto l'ad Marco Tronchetti Provera, parlando alla comunità finanziaria nel corso della presentazione dell'operazione, aveva sottolineato la volontà di effettuare un'operazione «market friendly», vicina al mercato.

Intanto la spesa potenziale per l'investitore che avesse aderito al collocamento scende di quasi mille euro per pacchetto (il lotto minimo è di 500 azioni) attestandosi a 3.250-3.350 euro rispetto al possibile tetto massimo si 4.150. Il prezzo definitivo, probabilmente si conoscerà venerdì, il giorno dopo la chiusura del collocamento, mentre per l'atteso ritorno della Bicocca a Piazza Affari occorrerà aspettare il 4 ottobre.