Pirelli sbarca in Messico per crescere in America

nostro inviato a Guanajuato (Messico)

Da Guanajuato, nel centro del Messico, è partita la rivoluzione che ha portato il Paese all’indipendenza. Ora questo territorio è tornato a essere occupato, ma questa volta lo straniero è più che mai benvenuto. Il comprensorio di Guanajuato, infatti, si sta sempre più caratterizzando come polo industriale automobilistico. Vi producono Gm, Ford, Volkswagen, Toyota, Nissan, Mazda e presto anche Audi. A 300 chilometri, a Toluca, si trova invece l’impianto Fiat-Chrysler.
Crescono anche i componentisti, e tra questi Pirelli, che ieri, alla presenza del presidente Marco Tronchetti Provera e del capo dello Stato messicano, Felipe Calderon, ha inaugurato lo stabilimento di pneumatici che avrà il compito di rifornire la domanda “premium“ di tutta l’area Nafta. «E lo faremo entro 36 ore, rispetto ai 45 giorni richiesti dal prodotto proveniente dal nostro sito in Brasile», spiega Tronchetti.
La Bicocca, dunque, punta a crescere sul mercato nordamericano grazie al ponte assicurato dal Messico, anche per compensare la difficile situazione nel Sud Europa che ha costretto il gruppo a ridurre gli obiettivi sui volumi, pur migliorando il target della profittabilità prevista.Per l’impianto messicano, situato a pochi chilometri dall'aeroporto di Leon, saranno investiti 300 milioni di dollari entro il 2015 a cui si aggiungeranno altri 100 nel 2017, per portare la produzione di pneumatici “premium“(vetture alto di gamma e Suv) da 3,5 a 5,5 milioni di pezzi.
La fabbrica è già operativa e per ora occupa 400 persone che saliranno a 1.800. L’età media del personale è 26 anni, gli impiegati per essere assunti devono essere laureati e bilingue, lo stipendio medio si aggira sui 600 dollari al mese. «L’abbiamo tirata su in 10 mesi e un giorno, ed è un modello di efficienza per quanto riguarda il risparmio di acqua ed energia», afferma il direttore Giuliano Menassi, esperto del gruppo ad avviare impianti produttivi. Insieme al sito di Rome, in Georgia, specializzato nella produzione con tecnologia Mirs, si completa il rafforzamento di Pirelli nell’area Nafta: i 5,9 milioni di pneumatici che saranno sfornati nel 2017 serviranno alla Bicocca a portare i ricavi nell’area a 710 milioni di dollari nel 2014 con un’incidenza sul fatturato del gruppo, nello stesso anno, oltre il 9 per cento.
Tronchetti, che ha colto l’occasione per presentare la nuova prima linea di manager frutto della recente riorganizzazione, ha inoltre sottolineato il contributo del governo locale che per favorire gli investimenti esteri, oltre ad agire sulla leva fiscale, ha posto in primo piano l’aspetto formativo. Infine un accenno ai piani futuri di Pirelli. Entro settembre, in proposito, alla Borsa di New York potrebbero arrivare le autorizzazioni per la quotazione degli Adr2. L’Asia, inoltre, resta sempre al centro dell’attenzione del gruppo della Bicocca, in particolare Paesi come l’Indonesia, la Thailandia e la Malesia.