Pirelli va al quarto posto nelle gomme per Tir

Avanza l'integrazione con ChemChina. Bicocca globale anche nell'Industrial

Pierluigi Bonora

Estoril Per il primo lancio del nuovo corso, quello scaturito dall'accordo con il colosso ChemChina, Pirelli ha puntato su PZero, pneumatico icona della multinazionale guidata da Marco Tronchetti Provera, adatto alle vetture premium e alle supercar. Le prove sul circuito portoghese di Estoril, alle ruote di Ferrari, Audi, Lamborghini, Pagani, Amg e Porsche, sono servite anche per fare il punto sul processo di integrazione industriale tra le due società. «PZero - spiega Gregorio Borgo, general manager operations di Pirelli - è una famiglia di 11 prodotti: in 30 anni sono stati venduti 80 milioni di pneumatici con questo marchio; entro il 2018 puntiamo ad arrivare a 100 milioni. È indubbiamente il prodotto inserito nel segmento, quello premium e prestige, dove viene impiegata la tecnologia più avanzata in cui siamo leader». Dalle operazioni finanziare che coinvolgono, oltre alla Bicocca, il socio forte ChemChina e i russi di Lti, si passa ora alle integrazioni industriali: per le gomme relative a camion, bus, mezzi agricoli e movimento terra al centro del piano di fusione si trova Aeolus Tyre, marchio controllato da Cnrc, società di pneumatici che fa a capo a ChemChina. «Per il settore Consumer (auto) - aggiunge Borgo - ci saranno pochi cambiamenti. Aeolus porterà in dote a Pirelli un impianto in Cina che si distingue per gli ottimi processi produttivi, le tecnologie e 5 milioni di capacità produttiva. Diverso il discorso per l'Industrial: Pirelli, nel mondo, mentre nel Consumer è al quinto posto, nell'Industrial era il 13° produttore con una strategia regionale, cioè leader in America Latina, in Africa e Middle East, grazie alle fabbriche in Turchia ed Egitto, oltre a una co-leadership nel Sud Europa. Si era invece fuori dal mercato Usa, e in Asia eravamo presenti con un ruolo minore». L'integrazione con le società di ChemChina (Double Happiness, Yellow Sea e Guilin) e Aeolus, permetterà a Pirelli di posizionarsi al quarto posto nella classifica mondiale dei produttori. «La nostra strategia - chiarisce il manager - diventerà globale come avviene nel Consumer; aggiungeremo la commercializzazione dei nostri prodotti negli Usa, Asia Pacifico e ovviamente Cina, dove il nostro partner gioca un ruolo importante». Aeolus e le altre tre società di ChemChina non hanno fabbriche fuori dalla Cina. Pirelli sta ora lavorando per dotare queste realtà di standard qualitativi, processi produttivi e controlli diversi, allo scopo di arrivare, sempre nell'Industrial, a una vera integrazione.

«Pirelli manterrà i propri stabilimenti Industrial in Brasile, Turchia ed Egitto - precisa Borgo - e fonderemo i loro siti con i nostri in Cina. Il grande vantaggio per noi in questo business è che non saremo attori solo nella fascia di prezzi premium, come nel passato, ma agiremo anche nella seconda e nella terza. L'offerta di Pirelli sarà così completa in termini di prezzi».