Pop Bari prima a usare garanzie di Stato

Cessione di 800 milioni di sofferenze per mettere in salvo Tercas

La Bad Bank all'italiana trova il suo primo cliente. Si tratta della Popolare di Bari, presieduta da Marco Jacobini. Ieri il cda ha infatti approvato un programma di cessione di crediti deteriorati (Npl) per un importo lordo di oltre 800 milioni mediante una cartolarizzazione pubblica destinata al mercato istituzionale. È la prima operazione con la Gacs, la garanzia pubblica del Mef stabilita di concerto con la Ue. La dismissione permetterà al gruppo di migliorare gli indicatori patrimoniali, di redditività, di qualità del credito e di liquidità, assorbendo in modo definitivo l'impatto dell'acquisizione di Banca Tercas e Caripe. Molto soddisfatto per la decisione di cartolarizzazione delle sofferenze il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che ha sponsorizzato la misura. Un compromesso che in realtà non è una vera Bad Bank ma una garanzia dello stato sulle sofferenze delle banche italiane che in totale sommano a circa 200 miliardi. «La Gacs - commenta Padoan - è uno strumento utile per smaltire progressivamente lo stock di crediti deteriorati che limitano la capacita di sostegno del sistema bancario alla ripresa dell'economia attraverso l'erogazione di credito. E quella della Popolare di Bari si annuncia come la prima operazione di questo tipo». La Gacs si aggiunge ad altre misure strutturali adottate dal Governo per incoraggiare gli istituti di credito a cedere crediti deteriorati e, come riportato anche nelle motivazioni della Popolare di Bari per la decisione sul suo utilizzo, «la sua struttura favorisce l'avvicinamento tra gli operatori dei settori che esprimono domanda e offerta. La garanzia pubblica consente infatti di ridurre il rischio per i sottoscrittori dei titoli senza peraltro che si configurino aiuti di Stato». Ieri la banca pugliese ha presentato il bilancio 2015 che si chiude in perdita proprio a causa delle azioni e rettifiche straordinarie, segnando un risultato netto negativo di circa euro 297 milioni, pur a fronte di risultati ordinari gestionali positivi. «Sul 2015 - spiega la banca- hanno pesato oneri non ripetibili quali i contributi straordinari per il salvataggio delle quattro banche in risoluzione per circa 10 milioni di euro e i costi per gli esodi di personale per circa 48 milioni. Inoltre sono state eseguite rettifiche di valore degli avviamenti con una svalutazione pari a 271,5 milioni, in linea con quanto fatto dalle principali banche europee, senza impatto negativo sul patrimonio tangibile del gruppo e riflessi su cash-flow, liquidità e coefficienti patrimoniali».