"Pop Vicenza era una banca deviata"

L'indagine del pm si allarga all'associazione a delinquere. Almeno 500 i soci truffati. Sabato assemblea blindata

All'interno della Popolare di Vicenza potrebbe essere stata messa in piedi una «banca deviata» da un nucleo di persone che l'ha gestita in passato e che avrebbe commesso un «numero indefinito di reati». A parlare è il procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri, che con la sua squadra è partito dal nucleo centrale delle contestazioni, fatte ai sei indagati - tra i quali l'ex presidente Gianni Zonin - e ora sta lavorando «su altre ipotesi di lavoro», ovvero «l'associazione per delinquere e il falso in bilancio».

Nel corso dell'inchiesta aperta la scorsa estate non sarebbero emersi «fatti nuovi» ma, partendo dalle ipotesi di aggiotaggio bancario e ostacolo all'autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Bce), con ulteriori accertamenti si potrebbero allargare le contestazioni e il numero degli indagati. Riguardo le indagini per truffa aperte dalle procure di Udine e Prato (dove la Bpvi aveva comprato la Cassa di Risparmio locale), di fronte alle denunce di alcuni risparmiatori, Cappelleri ha spiegato che non è sua intenzione sollevare «conflitto di competenze», c'è un coordinamento ma le inchieste procedono autonome. In totale la procura parla di almeno 500 casi di azionisti che lamentano di essere stati fregati ma la cifra è provvisoria. Anche il conto degli indagati pare destinato ad aumentare: «In questo momento - ha precisato il procuratore - non vi è la necessità di ampliare la rosa dei nomi iscritti a registro degli indagati anche in una logica di economia processuale e di efficacia dell'indagine. Eppure emergono responsabilità in capo anche ad altre persone, il cui numero certo sarà possibile stabilire solo al momento della chiusura delle indagini preliminari».

Novità inquietanti se si pensa che Banca d'Italia avrebbe fatto da sensale alle nozze con l'Etruria (poi saltate) nel 2014. Intanto crescono del 9% i compensi per i vertici della Popolare che nel corso del 2015 ha pagato ai propri dirigenti strategici (consiglieri, sindaci e componenti della direzione generale) 16,7 milioni a fronte degli 11 corrisposti nel 2014 (+52%). A spingere i compensi sono stati i 4,8 milioni di indennità per la fine del rapporto di lavoro finiti in tasca ai manager che hanno lasciato la banca oggi guidata da Francesco Iorio, a partire dall'ex ad Samuele Sorato. Tutto questo mentre per i piccoli soci i titoli dell'istituto sono stati svalutati a 6,3 euro (il prezzo del recesso) dai 62,5 euro del 2014.

Le ultime novità giudiziarie sono arrivate alla vigilia dell'assemblea di sabato che dovrà dare il via libera appunto alla trasformazione in spa e allo sbarco a Piazza Affari con il contestuale aumento di capitale da 1,7 miliardi. I circa 120mila azionisti verranno ospitati in un capannone industriale a Gambellara, lo stesso comune dove ha sede la Casa vinicola di Zonin. Il clima si preannuncia infuocato: ieri mattina si è riunito un tavolo tecnico dalla Questura di Vicenza. La sicurezza sarà garantita da almeno 50 agenti e carabinieri di Vicenza cui si aggiungeranno altre 60 persone dal battaglione di Mestre e dal reparto Mobile di Padova. La vigilanza esterna riguarderà anche la sede delle cantine Zonin e la casa dell'ex paron della Vicenza diventato paria. Che, dicono le voci in città, si troverebbe negli Stati Uniti. Per evitare spiacevoli reazioni da fine impero.