Da Poste un assegno da 150 milioni al Tesoro Profitti a 622 milioni

Battute le stime. Il dividendo sale a 39 cent e anche la Cdp incasserà 180 milioni

Poste batte il consenso degli analisti e chiude il 2016 con una crescita a doppia cifra alle voci utile, mol e dividendi. I dati, approvati ieri, rappresentano uno spartiacque per la società che, dopo tre anni sotto la guida dell'amministratore delegato Francesco Caio, è in procinto di rinnovarne il cda. Numeri alla mano, il bilancio 2016 per Caio potrebbe essere quindi una carta pesante da giocare per battere le resistenze politiche a una sua riconferma emerse nelle ultime ore in seno al Pd. Grazie soprattutto alla positiva performance del comparto finanziario (5,3 miliardi) e di quello assicurativo e del risparmio gestito (+10,8% a 23,8 miliardi), il 2016 di Poste si è chiuso con un fatturato in crescita del 7,7% a 33,1 miliardi. E questo, nonostante la performance negativa del settore tradizionale: i servizi postali e commerciali (-1,5% a 3,8 miliardi) gravati dalla riduzione dei volumi sulla corrispondenza (-10,9%). Guardando alle altre voci, il risultato operativo ha registrato un aumento del 18,3% a 1, 04 miliardi e l'utile netto si è portato a 622 milioni (+12,7%). Alla luce di questi numeri il cda ha alzato il dividendo a 0,39 euro (+15% dagli 0,34 euro dell'anno precedente). Così all'azionista Tesoro (29,3%) andranno 150 milioni, mentre alla Cassa Depositi e Prestiti (35%) circa 180 milioni.

Nel 2016, le masse gestite-amministrate sono aumentate del 3,7% a 493 miliardi. Il valore beneficia principalmente della crescita delle riserve tecniche del comparto assicurativo Vita, dei fondi di investimento e della raccolta diretta del BancoPosta che è arrivata a sfiorare i 50 miliardi.

«Dal 2014, anno in cui è stato presentato il piano quinquennale, l'azienda - ricorda l'ad - ha aumentato il suo fatturato di quasi il 16%, il suo margine operativo del 50% e l'utile netto è quasi triplicato. Questi risultati dimostrano la validità delle scelte strategiche e la capacità dell'azienda di tradurle in risultati operativi ed economici. Una base molto robusta per proseguire nell'attuazione del piano industriale 2020».

Ma cosa ci si deve attendere da queste Poste a trazione finanziaria e assicurativa? Nei servizi postali la società dovrà continuare il piano di ristrutturazione che prende le mosse dal nuovo servizio di recapiti migliorando il posizionamento nel business delle consegne espresse e dei pacchi. Sugli altri fronti, priorità al risparmio postale, al digital banking, al ramo assicurativo Vita e non, con un occhio di riguardo alla possibilità di crescere ancora nel capitale di Anima (oggi è al 24,9%). Entro l'estate, poi, potrebbe partire la privatizzazione di un 30% della società.

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Commenti

accanove

Gio, 16/03/2017 - 17:47

...e con 493 mld di euro di capitale gestito i dipendenti che fanno questa raccolta sono tutti iscritti all'albo dei promotori finanziari come prevede la legge o chi fa raccolta sono ancora gli sportellisti senza titolo legale?