"Alle Poste farà bene la privatizzazione"

Per l'ad Caio così si completerà la trasformazione del gruppo. Nel 2014 più ricavi ma meno utili

Poste Italiane «ha avviato una profonda trasformazione per affrontare una nuova fase di crescita e sviluppo, sono convinto che il gruppo ha le risorse, le competenze e la determinazione per completare con successo la sua trasformazione. In questo contesto la privatizzazione costituisce un elemento centrale del nuovo piano, coerente con le priorità di sviluppo di Poste Italiane». Ad affermarlo è l'ad e direttore generale di Poste Italiane, Francesco Caio, commentando i risultati del 2014, chiuso con ricavi pari a 29 miliardi di euro, in crescita dell'11,5% rispetto al 2013 e un utile netto pari a 212 milioni, in forte calo rispetto agli 1,005 miliardi del 2013 a causa della svalutazione della quota in Alitalia Cai e della maggiore incidenza delle imposte.

«Abbiamo davanti a noi - sottolinea Caio - grandi sfide e grandi opportunità: da una parte, la strutturale contrazione dei volumi della corrispondenza che, in Italia come in tutto il mondo, richiede nuove regole e nuovi processi per garantire la sostenibilità di un servizio universale di qualità; dall'altra, il processo di trasformazione dell'economia verso la digitalizzazione, che apre nuove opportunità di crescita per Poste Italiane nei settori della logistica per l'e-commerce e dei pagamenti digitali. Abbiamo avviato un piano strategico chiaro e fortemente ancorato al mercato e alla capillarità territoriale della nostra azienda». Caio si dice «consapevole» della complessità di un percorso che «richiede non solo innovazione di offerta, di processi e di sistemi, ma anche un cambio di cultura con un crescente orientamento alla qualità del servizio e al cliente-cittadino». Il processo è avviato, conclude, «ma ci vorrà tempo per vedere la totalità dei risultati. Per questo il nostro piano si articola su cinque anni».